Staffan Nihlén

è nato nel 1929 a Stoccolma in una famiglia di tradizioni culturali che gli ha consentito d’incontrare o stringere amicizia con autori come Karin Boye, Harry Martinson e Stig Dagerman, tanto per citarne solo alcuni. In Svezia, presso l’Accademia Reale di Belle Arti, ha compiuto una parte dei suoi studi nel campo della pittura, della grafica, e della scultura a cui si è dedicato, praticamente in esclusiva, a partire dagli anni Sessanta. La sua formazione si è completata, però, anche in Francia – a Parigi, dove incontra Nicolas de Staël e Bazaine –in Italia – all’Accademia di Belle Arti di Venezia e di Roma, città dove frequenta tra gli altri Twombly, Burri, Fontana e Afro –, e in Inghilterra, a Londra, presso la Saint Martin School of Art, con Anthony Caro; per non dire degli altri suoi soggiorni di studio a Berlino, New York, Madrid, Milano – dove ha conosciuto Marino Marini – e via dicendo. Ha esposto le sue opere in Inghilterra, Svezia, Francia, Norvegia, Germania, Danimarca, Usa e Italia; e i suoi lavori sono presenti in collezioni private e musei prestigiosi. Sposato alla giornalista norvegese Karin Holst, vive tra Lund e Levanto, ma viaggiando di frequente nelle varie città italiane dove può studiare da vicino i capolavori dell’arte mediterranea che tanto ama: le sculture di Antelami, Tino da Camaino, Giovanni Pisano etc. Fra le recenti pubblicazioni: Mediterraneo. Poesia e scultura, Ellerströms, Lund, 1996; Sull’arte (a cura di Daniela Marcheschi) in «Kamen’» n. 10 /1997; la cura delle confessioni e dei pensieri di Marino Marini nei Quaderni di Via del Vento, Pistoia, 1996 (seconda edizione 1997).