Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Maura Del Serra

Dialogo di Natura e Anima

ISBN 88-87296-39-1, 1999, pp. 32, formato 140x210 mm., Euro 5,00 – Collana “Teatro”.

In copertina: Edward Munch, Due donne sulla spiaggia, 1888 c.

indice - presentazione - autore - sintesi

5,00

Dialogo di Natura e Anima è una breve ed intensa pièce il cui titolo è citazione di una delle Operette morali leopardiane rimaste allo stato di progetto nominale. Il testo contrappone il “ritmo plurale” della Natura, vista come la magna mater pervasiva, grembo cosmico, legge impersonale ed olimpicamente oggettiva – di un lucreziano determinismo nella sua perfino ironica autosufficienza – all’inquieta, romantica sete di autorealizzazione conoscitiva e creativa dell’Anima-figlia: sete che la spinge senza riposo verso “il privilegio amaro dell’io” ed i suoi trionfi nella storia, ma anche verso l’infinito della dismisura, che è fonte di ogni sua esaltazione ed angoscia.

 

Il dissidio, simbolico e concreto, fra circonferenza e centro, certezza e desiderio, luce perenne e colori cangianti della creazione, si sviluppa nei versi di questo mosso poemetto scenico (che si affianca ai precedenti Stanze, Trasparenze, Sensi, in un ideale sequenza per la danza) verso un climax ed un finale aperto, sospeso fra il sublime e il parodico, che sancisce la gemellarità insolubile delle due protagoniste.

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