Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 015

Amedeo Anelli

(a cura di), Novanta. Verso un’arte di pensiero [Scritti di: Edgardo AbbozzoGiovanni BaiSauro Cardinali Alberto CavalieriAndrea Cesari - Franco De BernardiFernanda FediGino GiniStaffan Nihén Claudio RosiFabio ScatoliManuela TrainiWilliam Xerra].

ISBN 88-87296-36-7, 1999, pp. 96, formato 140x210 mm., Euro 12,00– Collana “Egeria” [3].

In copertina: Giordano Bruno, De Triplice Minimo, Diagramma ermetico.

indice - presentazione - autore - sintesi

12,00

«Un’arte di pensiero si propone  [...] nella molteplicità delle tradizioni e dei loro alvei, una rivendicazione di fondamenti corporei delle stesse, dai corpi propri nella loro interezza preriflessiva e riflessiva, ad un maturato progettuale che inglobi in sé una approfondita idea d’arte e di mondo, un’arte fatta mondo.

I tentativi pur fatti nel Novecento di una via “estetica” all’etica, di una priorità dell’estetico sull’etico, di una estetizzazione dell’arte e della vita (altra romantica scissione densa di conseguenze, di duplicazioni speculari e di reciproci inganni e dissignificazioni), ripropongono una co-naturalità dei due momenti, dove scelta estetica è sempre scelta etica e viceversa. Specie dopo la maturata scissione fra esteticità come idea di Bellezza con l’apparato onto-teologico che comporta, ed artisticità che può prescindere da tale idea, o dopo lo spostamento da un’etica dei valori all’etica della comunicazione, o dopo la priorità del politico e dell’economico sull’artistico ...».

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