Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 020

Daniela Marcheschi

Destino e sorpresa;. Per Giuseppe Pontiggia, con i suoi primi scritti sul “verri”.

ISBN 88-87296-97-9, 2000, pp. 160, formato 130x200 mm., E 10,33 – Collana “L’Olmo” [1].

In copertina: foto di Giuseppe Pontiggia [a] e foto di Daniela Marcheschi [b].

indice - presentazione - autore - sintesi

10,33

Si raccolgono nel volume – arricchito dai primi scritti di Giuseppe Pontiggia sul “verri” – alcuni dei testi di Daniela Marcheschi sull’opera di questo narratore e saggista. Si tratta di articoli, presentazioni e altro, a partire dal 1978; ma è anche l’omaggio a uno scrittore che ha  una visione forte della letteratura. Viene qui illuminata la razionalità tenace di Pontiggia, che non teme di fare i conti con l’assurdo dell’esistenza (ma senza cedere al nichilismo e alle maniere della moda): la sua ironia disincantata, la sua partecipazione spontanea, quasi leopardiana, alla sofferenza umana, con stile animato da una lingua precisa e tersa. Proprio tali tratti e la moderna capacità di far continuamente “cozzare”, interagire aspetti di forma e contenuto della saggistica e della narrativa, riversando gli uni negli altri, l’una nell’altra, hanno fatto di lui, specie nell’ultimo quindicennio, l’autore italiano di maggiore caratura e uno dei migliori in assoluto: uno dei rari scrittori capaci di rimettere in discussione, ogni volta, il proprio operato formale e teoretico.

Daniela Marcheschi aiuta ad avvicinarsi al percorso di ricerca e di autocritica di Pontiggia – radicato in un sincero slancio verso la letteratura e la bellezza, aperte alle domande più urgenti sulla vita, sul bene e sul male – e alla sua sofferta visione dell’esistenza, che attingono anche e soprattutto ad un’intensa, colta frequentazione della cultura classica, sentita come perno e matrice, da ripensare criticamente, delle nostre tradizioni.

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