Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 060

Costanzo Preve

Le avventure dell’ateismo. Religione e materialismo oggi.

ISBN 88-87296-66-9, 1999, pp. 64, formato 140x210 mm., Euro 7,00 – Collana "Divergenze" [22].

In copertina: La quinta tromba (Apoc.., 1-12), Bamberg, Staatsbibliothek, miniatura.

indice - presentazione - autore - sintesi

7,00

Mentre il dialogo filosofico fra atei e credenti ha già alle spalle una lunga e dignitosa storia, le condizioni presenti di questo dialogo appaiono completamente inedite. Il linguaggio dell’assoluta immanenza economica sembra aver sostituito il vecchio linguaggio della trascendenza religiosa come base ideologica per la legittimazione dello sfruttamento sociale.

 

Una scristianizzazione implicita e silenziosa ha sostituito il vecchio laicismo esplicito e rumoroso. Da un lato, l’ateismo ha assunto da almeno due secoli un doppio aspetto: una professione di “fede” materialistica ed immanentistica ed una interpretazione filosofica della caduta di interesse per la fede nella verità e nella divinità. Dall’altro, la fede religiosa oscilla fra una dimensione privata, che accetta integralmente l’universo borghese e capitalistico, ed una dimensione pubblica che deve invece fare i conti con la natura globalmente falsa dell’intero legame sociale capitalistico.

 

La situazione attuale presenta elementi contraddittori, che questo breve saggio cerca almeno di portare alla luce. Il linguaggio della trascendenza ed il linguaggio dell’immanenza sembrano acquistare un carattere circolare e non più opposizionale, in un apparente gioco delle parti che nasconde un comune anelito verso la verità filosofica. Da un lato, l’immanentismo marxista è morto di eccessivo immanentismo scientistico, ed ha bisogno di riacquistare un orizzonte trascendentale. Dall’altro, l’ammirevole ritorno alla filosofia, evidente nella nuova enciclica cattolica Fides et Ratio, sembra purtroppo arrestarsi all’enigma della falsità del presente legame sociale capitalistico. In questo modo, tutte le vie di una nuova discussione sono aperte.

 

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