Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 105

Andrea Cavazzini

La forma spezzata. Note critiche sulla tarda filosofia di Lukàcs.

ISBN 88-87296-18-9, 1998, pp. 72, formato 140x210 mm., Euro 7 – Collana “Divergenze” [10].

In copertina...

indice - presentazione - autore - sintesi

7,00

Oggi dimenticato da tutti, Lukàcs è stato comunque uno dei più grandi filosofi del Novecento. Proprio grazie all’oblio in cui è caduto in seguito al crollo delle opzioni politiche cui il suo nome era legato, oggi può essere riscoperto del suo pensiero quanto trascende le contingenze storiche e si afferma invece come interpretazione veritativa dell’Essere.
Lukàcs, seguace dei grandi pensatori dell’età di Goethe, concepisce la destinazione dell’uomo in termini di forma, cioè di una totalità armonica delle determinazioni della vita umana; una totalità presente come esigenza nella coscienza quotidiana, ma che si incarna nella forma strettamente intesa dell’opera d’arte.
La forma è però per Lukàcs sempre spezzata: poiché l’uomo può aspirare ad una vita armonica solo dopo e mediante il riconoscimento che l’armonia non si dà spontaneamente nell’esistenza mondana; allo stesso modo, condizione della nascita dell’opera d’arte è che essa incorpori la trascendenza dei nessi storici universali rispetto alle vite umane in cui pure la forma artistica ha lo scopo di reincarnarli.
La tarda filosofia di Lukàcs si rivela così una meditazione a tratti cupa e negativa sulla finitudine dell’uomo e sulla sua costitutiva tensione verso l’armonia e la conciliazione; una meditazione la cui incompiutezza oggi richiama ad un’esplicita tematizzazione dei suoi presupposti: l’interrogazione filosofica sulla Verità e sul Bene.

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