Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci). –





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Cat.n. 144

Augusto Cavadi

Chiedete e non vi sarà dato. Per una filosofia (pratica) dell’amore.

ISBN 88-7588-026-3, 2009, pp. 144, formato 140x210 mm., Euro 15. Collana “Il giogo” [27].

In copertina: Auguste Rodin, L’Idolo Eterno, 1889. Parigi, Musée Rodin.

indice - presentazione - autore - sintesi

15,00

Nella vita, proprio come nella tavolozza del pittore,
non c’è che un solo colore capace di dare significato
alla vita e all’arte: il colore dell’amore
MARC XE "CHAGALL, M."CHAGALL

Ama e non pensare suggerisce il titolo dell’ultimo libro di un noto psicologo italiano. Se è un invito a non pensare mentre si sta amando, mi pare un buon consiglio: l’amore – in qualsiasi senso lo si intenda – è sempre eccedente, trasgressivo rispetto alle misure razionali.
Non altrettanto convincente l’invito se fosse inteso, o frainteso, come programma di vita: vivere di solo amore, attenuare o spegnere del tutto la voce della ragione, andare (e vagabondare) dove ci porta il cuore ... costituiscono ottime indicazioni per sbattere la testa al muro. Questa, almeno, la mia esperienza: spezzare il circolo virtuoso – riflettere, giocarsi in un progetto d’amore, provare lo smarrimento della passione amorosa, per poi tornare a ripensare sull’amore agito o patito – non mi ha mai portato fortuna. E questa è anche l’esperienza di tante persone con cui mi è capitato di confrontarmi in quanto filosofo-consulente.
Scrivere qualcosa sul tema dell’amore è stato per me una festa: che cosa di più intrigante, per uno che – sapendosene privo – persegue saggezza, far sì che la carne diventi parola affinché, a sua volta, la parola così emersa ridiventi carne? Senza considerare, poi, la speranza, alquanto folle, che un abbozzo di filosofia dell’ amore possa riuscire anche ad altri di schiarimento fra le nebbie della vita concreta.

Nonostante le avvertenze di alcune persone molto care, neppure questa volta sono riuscito a scrivere un libro senza note (o, per lo meno, con poche e stringate note in calce). Posso dunque limitarmi a rassicurare i lettori che non le gradiscono: potete saltarle senza perdere il filo del discorso. Fate finta che i libri siano due: il primo, per chi non ha molto tempo né pazienza, costituito dal solo testo (in cui seguo la concatenazione essenziale dei ragionamenti); il secondo, per i più curiosi, costituito anche con le note a piè di pagina (nella quali cito le fonti bibliografiche, accenno a piste di approfondimento, rimando ad altri spunti di riflessione, inseguo considerazioni alquanto marginali ...).

Il mio testo è impreziosito da Quasi una post-fazione di Elio xe "Rindone, E."Rindone, amico che ringrazio anche per tutto quello che mi ha insegnato sull’amore con la parola e con le scelte di vita da più di quarant’anni.

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