È vero che non bisogna stancarsi di richiamare gli scrittori alla chiarezza, alla semplicità, alla sollecitudine verso le masse che non scrivono, ma qualche volta viene pure il dubbio che non tutti sappiano leggere. Leggere è così facile, dicono quelli a cui la lunga consuetudine con i libri ha tolto ogni rispetto per la parola scritta; ma chi invece più che libri tratta uomini o cose e gli tocca uscir fuori al mattino e rientrare la sera indurito, quando per caso si raccolga su una pagina s’accorge d’aver sott’occhio qualcosa d’ostico e bizzarro, di svanito e insieme di forte, che l’aggredisce e lo scoraggia. Inutili dire che quest’ultimo è più vicino alla vera lettura che non l’altro.
Accade coi libri come con le persone. Vanno presi sul serio. Ma appunto per ciò dobbiamo guardarci dal farcene idoli …