Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Ebook 1069

Costanzo Preve

Il convitato di pietra. Saggio su marxismo e nichilismo.

Vangelista, 1991, pp. 128. Il libro viene reso fruibile gratuitamente in formato PDF con l’autorizzazione dell’autore.

indice - autore - sintesi

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Il convitato di pietra è il nichilismo che, invitato al tavolo del comunismo storico novecentesco, ha mantenuto a lungo un inquietante silenzio, ed infine lo ha trascinato con sé all’inferno. Il nichilismo è la situazione storica inedita, tipica della modernità e solo di essa, in cui l’agire umano nel mondo sociale si trova a doversi comprendere e legittimare senza poter seriamente ricorrere a fondamenti metafisici che l’inesorabile critica corrosiva della scienza ha rivelato essere soltanto ontogenesi del tutto immaginarie.

Un marxismo “edificante”, che finge di non accorgersi della presenza del nichilismo, diventa ciò che con espressione insuperabile il Voltaire del Candide ha definito una “metafisico-cosmo-scemologia”.

Questo saggio analizza le principali diagnosi nichilistiche della modernità (Nietzsche, Heidegger, Weber) e la dissoluzione nichilistica della “sinistra” politica e sociale. Investendo lo stesso nucleo teorico della critica di Marx, individua nella separazione fra socialismo e comunismo (e nell’inevitabile economicismo del primo ed utopismo del secondo) la matrice che riproduce inesorabilmente la situazione subalterna di  resa al nichilismo.

Riprendendo liberamente indicazioni avanzate da Althusser e Lukács, propone infine una nuova concezione del comunismo, della finitudine e della modernità in grado di affrontare in futuro senza rimuoverla l’inquietante presenza del convitato di pietra.

Senza un rinnovamento teorico radicale non vi sarà quella rifondazione comunista che molti, fra cui l’autore, auspicano e ritengono possibile.

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