Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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[Angelo Del Boca, Giorgio Rochat, Nicola Labanca, Salah al-Din Hasan al-Suri, Salvatore Bono, Francesco Castro, Muhammad al-Tahir al-Jarari, Mahmud al-Dik, Michele Brondino, Federico Cresti, Marco Mozzati, Pierluigi Venuta, Mahmud al-Dik, Fabio Giannelli], Un colonialismo, due sponde del Mediterraneo. Atti del seminario di studi storici italo-libici (Siena-Pistoia, 13-14 gennaio 2000) a cura di Nicola Labanca e Pierluigi Venuta.

ISBN 88-87296-94-4, 2000, pp. 176, formato 170x240 mm., Euro 16,00 – Collana “Studi e ricerche” [4].

In copertina: Rielaborazione grafica da Italia meridionale e insulare – Libia, Guida Breve, Volume III, Consociazione Turistica Italiana, Milano MCMXL (XVIII), 1940.

indice - presentazione - sintesi

16,00

Gli studi italiani sul colonialismo in Libia e quelli libici sulla resistenza all’occupazione italiana hanno compiuto, negli ultimi decenni, notevoli passi avanti. Purtroppo essi hanno proceduto in maniera troppo distante fra di loro, separati da barriere non solo linguistiche. Il volume e il seminario di studi da cui esso aveva preso le mosse  hanno inteso contribuire a superare una tale situazione. Solo da una interazione reciproca fra questi studi e da una migliore conoscenza fra le comunità degli storici dei due paesi – e di chiunque altro si occupi del tema – potrà venire una visione più complessa e integrata delle vicende dei due popoli sotto il periodo coloniale.

 

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