Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Gianfranco La Grassa

La tela di Penelope. Conflitto, crisi e riproduzione nel capitalismo.

ISBN 88-87296-65-60 1999, pp. 144, formato 140x210 mm., Euro 10,00 – Collana "Divergenze" [27].

In copertina: P. Picasso, Natura morta con sedia impagliata, 1912. Olio su tela cerata applicata sulla tela, cm 25x37. Collezione privata

indice - presentazione - autore - sintesi

10,00

“Penelope” non è certo un soggetto, né individuale né collettivo; è il modo di produzione capitalistico in quanto struttura di relazioni sociali che informa di sé la società moderna e che è fondata sul conflitto tra le diverse frazioni della classe dominante, costituita dagli agenti direttivi in quella particolare sfera sociale cui pertiene il compito della produzione e dello scambio.

Il conflitto lacera in permanenza il tessuto della società, che tuttavia si riproduce pur tra squilibri e sproporzioni. La crisi è dunque sempre immanente in essa, anche se si manifesta apertamente solo in alcuni periodi cruciali dello sviluppo del capitalismo. Il testo prende le mosse dalle difficoltà in cui quest’ultimo, ormai rimondializzatosi, si trova attualmente.

Dopo aver individuato due tipologie “classiche” che la crisi ha storicamente assunto, l’autore fa una succinta esposizione delle principali teorie che si sono interessate a questo fenomeno. Successivamente, viene esaminata con speciale attenzione la rete delle interazioni prevalentemente conflittuali che lega tra loro quegli attori sociali decisivi denominati imprese, mettendone in luce il carattere non soltanto economico, ma precipuamente politico in quanto unità di strategie.

Il testo vuol dimostrare come questa mossa teorica sposti completamente il punto di vista sulla crisi, evidenziandone i vari aspetti (economico, politico, ideologico-culturale, ecc.), la cui manifestazione è diversa in differenti fasi, ricorsive, dello sviluppo capitalistico. Il testo si conclude, tornando alla crisi attuale e al suo più generale inquadramento nella nuova epoca di conflittualità intercapitalistica a tutto campo, accennando ad alcuni possibili sbocchi della stessa, senza però “profetiche” certezze definitive e puramente catastrofiste.

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