Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Costanzo Preve – Luca Grecchi

Marx e gli antichi Greci.

ISBN 88-7588-088-3, 2005, pp. 160, formato 140x210 mm., € 15,00 - Collana “Il giogo” [7].

In copertina: Atena pensosa (prima metà del sec. V a.C.), Atene, Museo dell’Acropoli.

indice - presentazione - autore - sintesi - invito alla lettura -

15,00

Introduzione
In merito al suo contenuto, questo libro su Marx e gli antichi Greci tenta di colmare una lacuna nella produzione filosofica, italiana e non solo. Quello fra Marx e i Greci è infatti un nesso che, nonostante l’enorme mole di singole pubblicazioni su Marx (soprattutto negli anni passati) e sui Greci (anche di recente), non è mai stato indagato in maniera sistematica.
In linea generale, eccezion fatta per l’analisi di xe "Democrito"Democrito ed xe "Epicuro"Epicuro effettuata nella sua tesi di laurea, lo stesso Marx non si è quasi mai confrontato direttamente con la filosofia greca. Le sue citazioni di xe "Platone"Platone, xe "Aristotele"Aristotele e degli altri grandi filosofi della Grecia antica, si contano infatti sulla punta delle dita. Per questo gli studiosi che si sono finora occupati della questione hanno quasi sempre teso a negare l’esistenza di questo rapporto, non corroborati da adeguati dati filologici (la filosofia contemporanea è oggi ridotta quasi totalmente ad ermeneutica strettamente basata sui testi, per cui la mancata trattazione di questo tema, se si comprendono poi anche gli attuali criteri dominanti e le loro motivazioni sociali, non deve stupire).
La filologia non è però il criterio migliore per fornire un buon giudizio interpretativo circa il rapporto sussistente fra il pensiero di Marx e quello degli antichi Greci. Per quanto esplicitamente poco evidente, questo rapporto è infatti implicitamente molto forte. L’essenza del pensiero greco si ritrova in effetti, almeno da xe "Eschilo"Eschilo e xe "Socrate"Socrate in poi, nel porre l’uomo come centro e fondamento dell’essere; centro e fondamento che caratterizzano anche il pensiero di Marx.
I Greci si presentavano certo soprattutto come pensatori filosofici più che come pensatori politici; Marx, al contrario, si presentava soprattutto come pensatore politico più che come pensatore filosofico. Tuttavia, stante la ineludibilità del nesso fra filosofia e politica, si può dire che sia gli antichi Greci che Marx furono caratterizzati da un tratto comune: il desiderio di progettazione filosofica e di realizzazione politica di modalità sociali conformi alla natura razionale e morale dell’uomo.
In merito alla genesi di questo libro, esso è interamente dovuto al rapporto di collaborazione ed amicizia che intercorre da tempo fra me e Costanzo xe "Preve"Preve. Il testo comincia infatti con la trascrizione di due lunghi dialoghi, svoltisi ad un anno esatto di distanza l’uno dall’altro (aprile 2005 ed aprile 2004). Il primo dialogo cerca di ripercorrere, in maniera sistematica, proprio il nesso filosofico fra Marx e gli antichi Greci, sviscerando le nozioni di “Grecità” e “Marxità”, oltre che specificando i singoli pensatori greci con cui Marx può essere messo in rapporto. Il secondo dialogo verte sul discorso politico progettuale, implicito appunto nelle trame dei Greci e di xe "Marx"Marx. Il terzo brano è un saggio di Costanzo Preve volto ad inquadrare la lezione teorica dei Greci e di Marx (oltre che l’eredità del marxismo), alla luce non solo delle possibilità offerte dal tempo presente, ma soprattutto dei contenuti eterni di verità che tali pensieri incorporano. Conclude il libro, in appendice, una recensione di Preve dedicata ai miei primi due libri (L’anima umana come fondamento della verità e Karl Marx nel sentiero della verità), pubblicata nel 2005 sulla rivista Diorama letterario, e la mia risposta, affidata finora ad una corrispondenza privata.
Un’ultima notazione.
Il titolo di questo libro è “Marx e gli antichi Greci” e non “Gli antichi Greci e Marx” per il solo motivo, evidente, che Marx poté rapportarsi agli antichi Greci, ma gli antichi Greci non poterono rapportarsi a Marx.
Il senso di questo libro è invece costituito da una dichiarazione di priorità onto-assiologica (e non meramente cronologica) del pensiero greco sul pensiero di Marx, stante il valore universale della filosofia greca. Si tratta di una tesi, come diremo, estranea alla quasi totalità del marxismo. Se fosse stata centralizzata per tempo, però, lo stesso marxismo sarebbe stato probabilmente migliore.

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