Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Massimo Bontempelli

La conoscenza del bene e del male.

ISBN 88-87296-10-3, 1997, pp. 160, formato 140x210 mm., € 15,00.

In copertina: Il mito biblico di Adamo ed Eva che nel xe "giardino di Eden"giardino di Eden sono tratti in tentazione dal serpente. Miniatura del X secolo.

indice - presentazione - autore - sintesi

15,00

Questo libro è un saggio filosofico-storico, destinato a tutti i lettori interessati a temi di ordine morale e sociale, ma soprattutto agli studenti ed agli insegnanti della scuola secondaria superiore. Il suo scopo è quello di mostrare come l’xe "bene/male\: archetipica distinzione tra il bene e i"archetipica distinzione tra il bene e il male non sia né arbitraria, né artificiosa, né illusoria, ma sia l’xe "bene\: conoscenza del bene"oggetto di una conoscenza possibile, le cui condizioni sono diventate inintelleggibili a causa del xe "modernità\: lato nichilistico della modernità"lato nichilistico del percorso storico-culturale della xe "modernità"modernità. Articolato in dieci capitoli, il libro è formato da tre parti distinte, che possono venire lette ed utilizzate anche indipendentemente l’una dall’altra, e che devono comunque essere didatticamente impiegate in maniera differenziata.
La prima parte, costituita dai primi tre capitoli, è una libera propedeutica alla filosofia morale, che offre una vasta gamma di spunti per la xe "etica"riflessione xe "etica"etica. La sua migliore utilizzazione è quella di affidarla all’autonoma lettura degli studenti, e di farne poi seguire alcune discussioni tematiche in classe, sotto la guida dell’insegnante. Il momento migliore per studiarla è durante il penultimo anno della scuola secondaria superiore, contemporaneamente alla trattazione del xe "razionalismo moderno"razionalismo moderno. In quel momento, infatti, è possibile collegarla ad un chiarimento delle differenze tra le due fondamentali impostazioni di xe "Leibniz, Gottfried Wilhelm [1646-1716]"Leibniz e di xe "Spinoza, Baruch [1632-1677]"Spinoza, che l’insegnante dovrebbe far emergere dalla lettura del brano riportato nel terzo capitolo.
La seconda parte, che va dal quarto all’ottavo capitolo compresi, è una ricostruzione storico-culturale in una certa misura a sé stante, che può cioè essere studiata anche a prescindere dai capitoli che la precedono e da quelli che la seguono. Essa illustra alcune pietre miliari del percorso definito come xe "razionalizzazione irrazionale"razionalizzazione irrazionale, cioè di quel percorso che ha potenziato sempre più il dominio della razionalità umana in ambiti di conoscenza sempre più settorializzati, al prezzo di oscurare sempre più i xe "etica"fondamenti etici della convivenza umana. Ciascun autore scelto come pietra miliare è trattato attraverso un’esposizione molto sintetica e accessibile del suo pensiero etico-politico, fatta seguire da una scheda illustrativa della sua vita, del suo contesto storico, e della sua più utile bibliografia. Gli autori trattati coprono – a parte l’ultimo, xe "Weber, Max [1864-1920]"Weber, introdotto per mostrare dove culmini un determinato processo di xe "razionalizzazione"razionalizzazione – il periodo culturale dell’xe "Illuminismo"Illuminismo, della rivoluzione francese, e del xe "liberalismo"liberalismo dell’età della xe "Restaurazione [1815-1830]"Restaurazione. È dunque ovvio che convenga affrontarli contestualmente allo studio complessivo di quel periodo, cioè durante il penultimo anno della scuola secondaria superiore, al quale, come si è visto, il libro è preferenzialmente destinato. Autori come xe "Condorcet"Condorcet, xe "Sieyès, Emmanuel [1748-1836]"Sieyès e xe "Constant, Henri-Benjamin [1767-1830]"Constant sono di cruciale importanza per la comprensione del quadro ideologico della rivoluzione francese e della nascita del xe "liberalismo"liberalismo moderno, ma i manuali di storia e di filosofia dedicano loro solo brevissimi cenni. La seconda parte di questo libro, che ne ricostruisce il pensiero etico-politico, costituisce dunque un importante sussidio per la trattazione della storia e della filosofia di quel periodo. Essa può venire usata, d’altra parte, sia come semplice sussidio informativo, sia, in maniera metodologicamente più articolata, per mostrare come la razionalità emergente in quel periodo abbia contribuito anche ad oscurare le condizioni che rendono possibile la cxe "bene\: conoscenza del bene"onoscenza del bene.
La terza parte del libro, che comprende gli ultimi due capitoli, nono e decimo, è assai più ardua delle altre due, ed è destinata agli insegnanti prima che agli studenti. Essa tenta prima di tematizzare le più profonde strutture costitutive dell’xe "storia\: orizzonte storico contemporaneo"orizzonte storico contemporaneo, poi di individuare alcuni punti di riferimento xe "metafisica\: per una futura metafisica"per una futura metafisica alla loro altezza. Si tratta di quelle che xe "Platone [427-347 a. C.]"Platone avrebbe chiamato «le cose di maggior valore» della filosofia. Provando ad affrontarle, l’autore è stato sospinto a rammentare la nota tesi del Fedro platonico secondo cui tali cose non possono venire esposte per iscritto se non al prezzo di consegnarle al pubblico fraintendimento. Infatti in questo campo ogni enunciazione è intellegibile solo alla luce di numerose presupposizioni sottintese, e di concrete conseguenze conoscitive non illustrate. D’altra parte, ogni tentativo di esplicitare presupposizioni e conseguenze atte a chiarire quanto enunciato, porterebbe ad una proliferazione eccessiva, e comunque non esaustiva, di discorsi, tanto più in questo caso, in cui lo spazio disponibile non era neppure quella di un libro intero, ma soltanto della parte finale di esso. Gli ultimi due capitoli vanno dunque letti con lo scopo di trarvi suggestioni teo-riche, che sta alla cultura, all’intuizione e alla sensibilità personale intendere e sviluppare. Didatticamente, conviene affidare tali capitoli alla lettura ed alla riflessione di studenti nei quali sia stata riconosciuta qualche inclinazione alla teorizzazione filosofica, e ai quali sia stato preliminarmente spiegato qualcosa di xe "Hegel, G. W. Friedrich [1770-1831]"Hegel, di xe "Marx, Karl [1818-1883]"Marx e di xe "Heidegger, Martin [1889-1976]"Heidegger.

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