Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 084

Luca Grecchi

Conoscenza della felicità. Premessa di Mario Vegetti.

ISBN 88-7588-090-5, 2006, pp. 160, formato 140x210 mm., € 15,00 – Collana “Il giogo” [9].

In copertina: Costantin Brancusi, Musa; 1912, New York, Solomon R. Guggenheim Museum.

indice - presentazione - autore - sintesi - invito alla lettura -

15,00

Con questo libro Luca Grecchi cerca di mostrare l’eterna attualità del discorso degli antichi Greci sulla felicità. I Greci pensavano infatti che la felicità consistesse nella perfetta armonia delle varie componenti della natura umana, armonia che conduce a sua volta ad una buona convivenza degli uomini fra loro e col mondo. Da una corretta conoscenza dell’uomo, per i Greci, conseguiva una corretta conoscenza della felicità.
Conformemente a questo approccio, il libro si compone di due parti: nella prima l’autore cerca di definire cosa non è e cosa è l’uomo; nella seconda, in maniera speculare, cerca di definire cosa non è e cosa è la felicità.
Le novità della impostazione di Grecchi sono sostanzialmente due. La prima è costituita da una comprensione ontologico-sociale (e non psicologico-sociologica) delle strutture della personalità contemporanee, che sono pensate in larga parte come “prodotto” delle modalità sociali esistenti. La seconda è costituita da un approccio metafisico-umanistico che tenta di stabilire alcuni punti fermi nella conoscenza dell’uomo e della felicità, necessari a dare maggiore concretezza alla pratica filosofica.

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