Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 111

Roberto Signorini

Alle origini del fotografico. Lettura di The Pencil of Nature (1844-46) di William Henry Fox Talbot. Con traduzione a cura di Roberto Signorini e testo originale a fronte.
Coedizione CLUEB, Bologna/Petite Plaisance, Pistoia

ISBN 978-88-491-2740-9, 2007, pp. 528, formato 170x240 mm., Euro 38 – Collana “Mediaversi” [8].

In copertina: Frontespizio originario di The Pencil of Nature (1844-46) di William Henry Fox Talbot.

indice - presentazione - autore - sintesi

38,00

Parte I

Roberto Signorini

La ricerca di Talbot  e The Pencil of Nature

 

 

1. Premessa

1.1. Un’opera di fondazione

1.2. Vuoti culturali e ritardi dell’editoria in Italia 

1.3. Scopi e limiti di questo libro

1.4. Basi della ricerca

1.5. Struttura del libro e riferimenti bibliografici

1.6. Nota lessicale

1.7. Ringraziamenti

 

2. Ambiente e formazione di Talbot

2.1. I primi tre decenni

2.2. Il matrimonio e la politica

2.3. La rivoluzione industriale

2.4. Il maschile e il femminile

2.5. La cultura di Talbot: dati e ipotesi

 

3. Genesi, caratteristiche e implicazioni teoriche

    dei processi fotografici elaborati da Talbot

3.1. L’idea della fotografia (1833): miti, storia, elaborazione teorica

3.1.1. Un mito di origine

3.1.2. “Fantasticherie protofotografiche”

3.1.3. Una storia millenaria di ombre, specchi, immagini autoprodotte

3.1.4. L’elaborazione teorica dell’“idea prima e originaria”:

          l’immagine come raffigurazione e impronta

3.1.5. Rappresentazione e presenza: un nodo filosofico

3.2. Il disegno fotogenico (1834-1835)

3.2.1. La fotolisi degli alogenuri d’argento

3.2.2. L’immagine evidente su carta al cloruro d’argento

3.2.3. La stabilizzazione con cloruro di sodio e con ioduro di potassio

3.2.4. Il negativo per contatto e il superamento di una storica inibizione

3.2.5. Le implicazioni teorico-estetiche dell’immagine-impronta negativa

3.2.6. Il negativo nella camera obscura

3.3. I colori e i formati delle immagini di Talbot

3.3.1. Una monocromia variabile

3.3.2. Formati variabili

3.4. Il cruciale anno 1839 (I):

      Some Account of the Art of Photogenic Drawing …

3.4.1. L’invenzione di Daguerre 

3.4.2. La risposta di Talbot

3.4.3. Il testo di Some Account of the Art of Photogenic Drawing…

3.5. Il cruciale anno 1839 (II): le ricerche fotografiche di Herschel,

      Reade e Ponton, e l’attività sperimentale ed espositiva di Talbot

3.5.1. L’“iposolfito”, la collaborazione fra Talbot ed Herschel,

          e i dettagli tecnici di Talbot sul disegno fotogenico

3.5.2. L’acido gallico

3.5.3. Un’importante comunicazione di Herschel

          e la parola fotografia

3.5.4. Nuovi perfezionamenti del disegno fotogenico di Talbot:

         la “carta Waterloo” al bromuro d’argento

         e la carta all’ammonio-nitrato d’argento

3.5.5. Reade e l’acido gallico; Ponton e il bicromato di potassio

3.5.6. Le mostre fotografiche di Talbot

3.5.7. Un’altra importante comunicazione di Herschel:

          le parole negativo e positivo

 

3.6. La leucotipia e la calotipia (1840-1841)

3.6.1. La breve esperienza del processo positivo diretto

3.6.2. La scoperta dell’immagine latente e dello sviluppo con rivelatore

3.6.3. L’immagine latente come principio teorico

3.6.4. Le implicazioni estetiche dell’immagine latente

3.6.5. Il processo calotipico nei particolari

3.6.6. Calotipia e disegno fotogenico

3.6.7. Le camerae obscurae di Talbot

 

3.7. La diffusione della calotipia

3.7.1. Il difficile confronto con la dagherrotipia

3.7.2. La calotipia in Inghilterra e in Scozia

3.7.3. La calotipia in Francia

3.7.4. La calotipia in Italia

3.7.5. La calotipia e la cultura figurativa del primo Ottocento

 

3.8. I brevetti fotografici

      e le controversie giudiziarie di Talbot (1841-1854)

3.8.1. Le contraddizioni di un intellettuale e di una società

3.8.2. Due idee di fotografia nell’idea della fotografia

 

4. La realizzazione di The Pencil of Nature (1844-46)

4.1. Verso il libro

4.1.1. L’idea della “pubblicazione fotografica”

4.1.2. L’esperimento della “società calotipica”

4.1.3. Il Laboratorio di Reading

4.1.4. L’organizzazione del lavoro per The Pencil of Nature

          e i problemi di stampa

4.2. Dal progetto alla sua attuazione

4.2.1. Gli annunci dell’opera

4.2.2. Le vicende della pubblicazione

4.2.3. Un libro incompiuto

4.3. Struttura e temi del libro

4.3.1. Caratteristiche esterne e impaginazione

4.3.2. I testi introduttivi: storia e senso di una ricerca

4.3.2.1. Fotografia e dialettica del soggetto

4.3.2.2. Il processo di elaborazione dei testi

4.3.3. Le tavole e i loro testi: funzioni e rapporti

4.3.3.1. Campionario d’immagini, guida tecnica,

            lessico, introduzione estetica

4.3.3.2. Percorsi tematici fra le tavole

4.3.3.3. Immagine e testo

4.4. Le risposte della critica e del pubblico

4.4.1. La critica

4.4.2. Il pubblico

4.5. L’interruzione dell’opera

 

5. L’ultima fase della ricerca di Talbot e la fotoincisione

5.1. Il problema dello scolorimento delle stampe

5.2. Dall’argento all’inchiostro

5.3. Gli studi della vecchiaia

 

6. The Pencil of Nature: la portata teorica dell’opera

6.1. Una chiave di lettura semiotico-estetica

6.2. Prospettive semiotiche:

       l’immagine-impronta e il rapporto tra fotografia e testo

6.3. Prospettive estetiche (I):

       lo statuto artistico della fotografia come dispositivo chimico-ottico

6.3.1. “Legge di natura” e “matita della Natura”:

          fra empirismo e romanticismo, fra arte e “nuova arte”

6.3.2. L’“occhio della camera” e l’“occhio umano”

6.4. Prospettive estetiche (II): la valutazione dell’immagine riproducibile

6.5. Prospettive estetiche (III): fotografia e tradizione pittorica

6.5.1. I “generi” e il “pittoresco”

6.5.2. Il paesaggio e lo studio dal vero

6.5.3. L’immagine simbolica

6.6. Lo sviluppo di Talbot come artista

    e la posizione di The Pencil of Nature

 

7. Bibliografia

7.1. Bibliografia per autore

7.2. Bibliografia per argomento

 

 

Immagini fuori testo

 

 

 

 

 

 

Parte II

William Henry Fox Talbot

The Pencil of Nature /La matita della Natura (1844-46)

 

Notice to the Reader

Avviso al Lettore

 

Introductory Remarks

Considerazioni introduttive

 

Brief Historical Sketch of the Invention of the Art

Breve schizzo storico dell’invenzione dell’Arte

 

Plate I. Part of Queen’s College, Oxford

Tavola I. Parte del Queen’s College, Oxford

 

Plate II. View of the Boulevards at Paris

Tavola II. Veduta dei boulevard a Parigi

 

Plate III. Articles of China

Tavola III. Oggetti di porcellana

 

Plate IV. Articles of Glass

Tavola IV. Oggetti di vetro

 

Plate V. Bust of Patroclus

Tavola V. Busto di Patroclo 

 

Plate VI. The Open Door

Tavola VI. La porta aperta

 

Plate VII. Leaf of a Plant

Tavola VII. Foglia di una pianta

 

Plate VIII. A Scene in a Library

Tavola VIII. Scena in una biblioteca

 

Plate IX. Fac-simile of an Old Printed Page

Tavola IX. Facsimile di un’antica pagina a stampa

 

Plate X. The Haystack

Tavola X. Il pagliaio

 

Plate XI. Copy of a Lithographic Print

Tavola XI. Copia di una stampa litografica

 

Plate XII. The Bridge of Orleans

Tavola XII. Il ponte di Orléans

 

Plate XIII. Queen’s College, Oxford. Entrance Gateway

Tavola XIII. Il Queen’s College, Oxford. Portale d’ingresso

 

Plate XIV. The Ladder

Tavola XIV. La scala a pioli

 

Plate XV. Lacock Abbey in Wiltshire

Tavola XV. Lacock Abbey nel Wiltshire

 

Plate XVI. Cloisters of Lacock Abbey

Tavola XVI. Porticato di Lacock Abbey

 

Plate XVII. Bust of Patroclus

Tavola XVII. Busto di Patroclo

 

Plate XVIII. Gate of Christchurch

Tavola XVIII. Porta del Christchurch

 

Plate XIX. The Tower of Lacock Abbey

Tavola XIX. La torre di Lacock Abbey

 

Plate XX. Lace

Tavola XX. Merletto

 

Plate XXI. The Martyrs’ Monument

Tavola XXI. Il monumento ai Martiri

 

Plate XXII. Westminster Abbey

Tavola XXII. L’Abbazia di Westminster

 

Plate XXIII. Hagar in the Desert

Tavola XXIII. Agar nel deserto

 

Plate XXIV. A Fruit Piece

Tavola XXIV. Composizione di frutta

 

 

Note

 

Indice dei nomi

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