Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 116

Costanzo Preve

La questione nazionale alle soglie del XXI secolo. Note introduttive ad un problema delicato e pieno di pregiudizi.

ISBN 88-87296-23-5, 1998, pp. 32, formato 140x210 mm., Euro 5 – Collana “Divergenze” [9].

In copertina: Maurits C. Escher, Sfera, 1935.

indice - presentazione - autore - sintesi

5,00

L’odierna globalizzazione capitalistica, che è in realtà una rimondializzazione imperialistica con caratteri ricorsivi e policentrici, costringe a ripensare ed a ridefinire la tradizionale “questione nazionale”. La nazione, questa contrastata e problematica identità ad un tempo etnica e statuale, appare oggi contraddittoriamente come una realtà impotente e priva di sovranità monetaria e statuale, e come un legittimo centro di resistenza culturale allo sradicamento ed alla americanizzazione forzata del pianeta.

A differenza dell’americanismo, che è un legittimo e positivo carattere identitario della comunità culturale degli USA, l’americanizzazione è l’involucro culturale di un pianeta omogeneizzato dal consumo capitalistico ed impoverito nella sua ricchezza storica e culturale. Purtroppo è spesso la cosiddetta “sinistra”, orfana di miti identitari e tradizionale nemica della “questione nazionale”, ad assumere il ruolo di battistrada e portabandiera di una americanizzazione grottesca e priva di reali motivazioni culturali.

Questo saggio si pone in aperta opposizione a questa tendenza culturalmente nichilistica. Contro ogni provincialismo, localismo, razzismo comunque mascherato, occorre saper coniugare una visione culturalmente cosmopolitica e politicamente internazionalistica con un riconoscimento onesto della legittimità della difesa delle culture nazionali, elemento di ricchezza e non di arretratezza per una nuova cultura mondiale universalistica che resta auspicabile e possibile, ma che certo non avrà nulla a che vedere con l’attuale americanizzazione.

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