Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 117

Costanzo Preve

Le stagioni del nichilismo. Un’analisi filosofica ed una prognosi storica.

ISBN 88-87296-15-4, 1998, pp. 64, formato 140x210 mm., Euro 7 – Collana “Divergenze” [11].

In copertina: Disegno di Otto Dix.

indice - presentazione - autore - sintesi

7,00

Negli ultimi vent’anni un insieme di posizioni filosofiche accomunate da un analogo atteggiamento di negazione radicale di un fondamento logico-ontologico della realtà è divenuto egemone in Italia e non solo.
Il fenomeno è troppo importante per ridurlo ad un episodio dell’opportunismo degli intellettuali. Il nichilismo è un fenomeno filosoficamente complesso, diviso fra posizioni apologetiche e tranquillizzanti e posizioni critiche ed inquiete.
Per capirci qualcosa è necessario distinguere accuratamente tre diverse forme di nichilismo: il nichilismo come esito terminale della storia dell’Occidente, il nichilismo come rifiuto della soluzione hegeliana dello statuto filosofico della modernità (un nichilismo in vario modo condiviso da Comte, da Marx e da Nietzsche), ed infine il nichilismo come prodotto del disincanto della contemporaneità postmoderna di fronte al fallimento delle grandi narrazioni della modernità.
Questo saggio si caratterizza per la sua attenzione al secondo tipo di nichilismo, e va contro corrente, perché in generale si fa attenzione solo al primo o al terzo.
In questo quadro l’autore fa riferimento a pensieri come quelli di Severino, Heidegger, Vattimo, Cacciari, Quinzio e si tenta di disegnare una collocazione critica.
Non si danno ovviamente soluzioni preconfezionate, ma si indica la strada di una riproposizione della prospettiva di una concezione veritativa della conoscenza filosofica, già seguita da filosofi come Platone e Hegel. Lo spirito generale di questo saggio è ispirato al prendere sul serio il nichilismo, e prendere sul serio le sfide che esso propone.

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