Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 118

Costanzo Preve

Contro il capitalismo, oltre il comunismo. Riflessioni su una eredità storica e su un futuro possibile.

ISBN 88-87296-17-0, 1998, pp. 64, formato 140x210 mm., Euro 7 – Collana “Divergenze” [13].

In copertina: : Maurits C. Escher, Liberazione.

indice - presentazione - autore - sintesi

7,00

Il problema filosofico del comunismo, da tenere ben distinto da quello storico e ideologico, sta nella legittimità o meno della sua riproposizione attuale. Mentre la prospettiva di un suo rinnovamento radicale può sembrare seducente, la prospettiva di una sua “ripetizione” sarebbe una triste tragicommedia storica. Se però rinnovamento e ripetizione fanno di fatto tutt’uno, la situazione appare completamente bloccata.
Questo saggio propone una sorta di scaletta per la discussione sul tema filosofico del comunismo oggi. Nei primi paragrafi se ne tenta una definizione più o meno univoca, che permetta almeno di sapere di che cosa si sta parlando. C’è poi un indispensabile ritorno alla nozione originale di comunismo di Marx. Vengono poi discusse le posizioni dell’odierno anticomunismo teorico, da François Furet ad Ernst Nolte fino al noto Libro Nero del Comunismo.
Si affronta poi la questione teorica principale, cioè la contraddizione fra il carattere illimitato della produzione capitalistica e l’ipotesi di Marx che lo svolgimento della dinamica del valore ne sia un limite immanente insuperabile. Questo presupposto comune ai rifondatori ed ai ripetitori del comunismo storico novecentesco viene qui criticato radicalmente.
L’accettazione di questa critica, però, non lascia le cose come prima, perché fa capire che c’è bisogno di un fondamento teorico complessivo nuovo per la comprensione non solo del modo di produzione capitalistico, ma anche di un’eventuale possibile transizione ad un nuovo modo di produzione diverso e migliore.

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