Rodolfo Mondolfo nasce il 20 agosto 1877 a Senigallia, in provincia di Ancona.
È l'ultimogenito di Vito Mondolfo e Gismonda Padovano, una benestante famiglia di commercianti di origine ebrea, suo fratello maggiore Ugo Guido (1875 - 1958) fu uno storico, membro del Partito Socialista Italiano sin dalla sua fondazione e stretto collaboratore di Filippo Turati alla "Critica sociale".
Tra il 1895 ed il 1899 compie gli studi universitari a Firenze e si laurea in Lettere e Filosofia con Felice Tocco, discutendo una tesi su Condillac dal titolo: "Contributo alla storia della teoria dell'associazione" un lavoro da cui saranno poi tratti alcuni dei suoi primi saggi di storia della filosofia.
Fino al 1904 Mondolfo si dedica all'insegnamento nei licei nelle città di Potenza, Ferrara e Mantova. Nel 1904 inizia la carriera universitaria con un incarico all'Università di Padova, in sostituzione di Roberto Ardigò. Nel 1910 si trasferisce ad insegnare Storia della filosofia all'Università di Torino, dove rimarrà sino al 1914, anno in cui ottiene la stessa cattedra all'Università di Bologna.
Nell'immediato primo dopoguerra, a Senigallia, viene eletto consigliere comunale nelle file del Partito Socialista Italiano, al quale anch'egli aveva aderito sin dagli anni universitari, ma questo sarà l'unico incarico ufficiale ricoperto da Mondolfo nel partito.
Gli anni che vanno dall'inizio del secolo al 1926 sono forse quelli in cui è più intensa e fervida l'attività letteraria e politica di Mondolfo: nel 1903 inizia infatti la sua collaborazione con la rivista "Critica Sociale", protrattasi fino al 1926, anno in cui la rivista viene soppressa dal regime fascista.
In questo stesso periodo pubblica alcune delle sue opere più importanti come i "Saggi per la storia della morale utilitaria" di Hobbes (1903) ed Helvetius (1904), "Tra il diritto di natura e il comunismo", (1909), "Rousseau nella formazione della coscienza moderna" (1912), "Il materialismo storico in F. Engels" (1912), "Sulle orme di Marx" (1919).
Nel 1925 Mondolfo è tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce. Dopo il 1926, per la soppressione della rivista a cui collabora più attivamente e per l'inasprirsi dei controlli e delle censure poste dal regime fascista, Mondolfo, nell'evidente impossibilità di proseguire i suoi studi sulla dottrina marxista, si dedica allo studio del pensiero filosofico greco.
Nel maggio del 1939, in seguito alle leggi razziali fasciste che vietavano agli ebrei di ricoprire cariche pubbliche, Mondolfo si vede ormai costretto a lasciare l'Italia per trasferirsi con la moglie e i figli in Argentina. Qui, nel 1940, dopo un breve periodo di incertezze, riesce ad ottenere un incarico presso l'Università di Cordoba per un seminario di filosofia ed una cattedra di greco antico.
Nel 1946 ha inizio in Argentina il periodo del regime peronista, che si protrarrà sino al 1955, e di lì a poco sarà seguito dalla dittatura militare. Sono anni questi che fanno rivivere a Mondolfo molte delle spiacevoli esperienze passate in Italia durante il fascismo.
Anche se in Argentina non si dedica attivamente alla vita politica, è proprio per contrasti di tipo politico con l'ambiente universitario di Cordoba che nel 1948 preferisce trasferirsi all'università di Tucumàn, in cui ottiene la cattedra di Storia della filosofia antica che mantiene fino al 1952, anno in cui si trasferisce a Buenos Aires dove muore il 15 luglio del 1976.
R. Mondolfo, Il materialismo storico in Federico Engels; Formiggimi, 1912; La Nuova Italia, 1952; La Nuova Italia, 1973.
R. Mondolfo, Sulle orme di Marx (1919); Cappelli, 1923.
R. Mondolfo, L'infinito nel pensiero dei Greci; Felice Le Monnier, 1934; La Nuova Italia, 1968.
R. Mondolfo, Problemi e metodi di ricerca nella storia della filosofia, Zanichelli, 1935; La Nuova Italia, Firenze, 1952.
R. Mondolfo, La comprensione del soggetto umano nella cultura antica (1955); La Nuova Italia, 1967.
R. Mondolfo, Alle origini della filosofia della cultura, Il Mulino, 1956.
R. Mondolfo, Il pensiero politico nel Risorgimento italiano, Nuova accademia, 1959.
R. Mondolfo, Cesare Beccaria, Nuova Accademia Editrice, 1960.
R. Mondolfo, Moralisti greci: la coscienza morale da Omero a Epicuro, Ricciardi, 1960.
R. Mondolfo, Da Ardigò a Gramsci, Nuova Accademia, 1962.
R. Mondolfo, Il concetto dell'uomo in Marx, Città di Senigallia, 1962.
R. Mondolfo, Umanismo di Marx. Studi filosofici 1908-1966, Einaudi, 1968.
R. Mondolfo, Il contributo di Spinoza alla concezione storicistica; Lacaita, 1970.
R. Mondolfo, Polis, lavoro e tecnica; Feltrinelli, 1982.
R. Mondolfo, Educazione e socialismo; Lacaita, 2005.
L. Vernetti, R. Mondolfo e la filosofia della prassi, Morano, 1966.
E. Bassi, Rodolfo Mondolfo nella vita e nel pensiero socialista, Tamari, 1968.
A. Santucci, Pensiero antico e pensiero moderno in R. Mondolfo, Cappelli, Bologna, 1979.
M. Pasquini, G. Del Vecchio, Il kantismo giuridico e la sua incidenza nell'elaborazione di Rodolfo Mondolfo, Citta di Castello, 1999.
C. Calabrò, Il socialismo mite. Rodolfo Mondolfo tra marxismo e democrazia, Polistampa 2007.