Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 157

Costanzo Preve Eugenio Orso

Nuovi signori e nuovi sudditi. Ipotesi sulla struttura di classe del capitalismo contemporaneo.

ISBN 88-7588-036-0, 2010, pp. 256, formato 170x240 mm., Euro 20 – Collana “Divergenze” [42].

In copertina: Marco Cingolani, Intervista a Van Gogh, olio su  tela, 1989.

indice - presentazione - autore - sintesi

20,00

Come scrivono gli autori nel primo capitolo, al principio di tutto c’è l’indignazione. L’indignazione è cosa antica, ed ha determinato – a partire dalla filosofia greca – la reazione razionalizzata contro la schiavitù per debiti, contro l’affermarsi della crematistica e la monetarizzazione selvaggia dei rapporti sociali. È questa stessa indignazione che sta alla base delle analisi sviluppate in questo libro, perché oggi i differenziali di ricchezza, potere e prestigio sono in rapida crescita, l’economicizzazione spinta dei rapporti sociali e l’atomizzazione della società hanno dissolto i legami comunitari in molte parti del mondo, il mercato ad estensione planetaria e la finanziarizzazione dell’economia annunciano ulteriori e più gravi squilibri futuri anche all’interno dei così detti paesi sviluppati.

I vecchi equilibri sociali, ormai alterati e in corso di “demolizione fin dalle fondamenta”, lasciano progressivamente il posto ad un’inedita strutturazione sociale, o meglio – e più precisamente – ad una nuova struttura di classe fondata sulla dicotomia Global class/ Pauper class, che implica il definitivo superamento della storica dicotomia Borghesia/ Proletariato di marxiana memoria, ormai non in grado di spiegare la realtà sociale in cui, nostro malgrado, viviamo.

Un nuovo modo di produzione sociale si affaccia all’orizzonte della storia, e precarietà e flessibilità, calate in un ordine sociale dai lineamenti neofeudali, caratterizzeranno la vita dell’uomo futuro.

Il processo di flessibilizzazione delle masse, nel quadro della grande riorganizzazione culturale e sociale in corso per giungere in vista delle coste di un “nuovo mondo”, si vale della flessibilità imposta ai lavoratori come della manipolazione dell’informazione, o della diffusione della droga e degli psicofarmaci.

 

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