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Questo saggio risponde all’esigenza, sinora poco avvertita dalla critica letteraria tutta dedita alle opere di maggior successo dello scrittore fiorentino, dalle Cronache di poveri amanti a Metello, Lo Scialo e oltre di studiare e documentare, nel giovane Pratolini (1930-45), come egli dall’adesione a un fascismo di sinistra sia passato sul fronte dell’antifascismo e a quale genere si può oggi accostare lo stile delle prime opere che qui si esaminano (Un eroe del nostro tempo, Prima vita di Sapienza, Tappeto verde, Via de’ Magazzini, Le amiche, Cronaca familiare, Il quartiere), stile che noi abbiamo scelto di definire antesignano del “minimalismo narrativo” apparso nella letteratura americana negli anni Settanta.
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