Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 193

Linda Cesana

Anime, non solo vite.

ISBN 978-88-7588-104-7, 2012, pp. 96, formato 140x210 mm., Euro 10 .

In copertina: Giovanni De Lazzari, Senza titolo, matita su carta, 2012.

indice - presentazione - autore - sintesi

10,00

Introduzione e … conclusione

 

 

 

«Per quanto tu possa camminare,

e neppure percorrendo intera la via,

tu potresti mai trovare i confini dell’anima, così profondo è il suo lógos».

Eraclito, fr. 45 Diels-Kranz

 

 

 

Il freddo s’infila nelle maniche dei cappotti e gli occhi si fanno ancora più lucidi quando la cassa di legno è fatta scendere sotto la terra. La neve scende dall’alto suonando un adagio in un tempo sospeso. Non ha posto lo strazio ma la tristezza del distacco da una presenza importante per molti, l’allontanarsi anche dal sé che si era in quella relazione ormai spezzata. Si chiude una stagione e fa sempre più freddo. Un rosario di volti s’incammina verso l’uscita ingoiando il fiele di questa giornata…

 

 

 

 

La neve continua a scendere lenta, deglutisco e non riesco a contenere le lacrime che bagnano le mie guance. Mi allontano da mia nonna Maria, mi allontano dalla nipote che ero tra le altre mille sfaccettature che mi costituiscono nelle mia relazione con gli altri e con il mondo, quante ore passate ad ascoltare la sua storia, a cercare di mettere le toppe ai buchi del passato, e quante storie come la sua, uguali eppure diverse, che vivono di partenze e a volte di ritorni, sporgendosi all’incertezza del futuro, attraversate dal bisogno di riconoscimento.

 

 

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