Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



Skype Meâ„¢!
Condividi



Petite Plaisance Editrice
Associazione Culturale
senza fini di lucro

Via di Valdibrana 311
51100 Pistoia
tel: 0573-480013

e-mail:
info@petiteplaisance.it

Cat.n. 226

Alessio Cernicchiaro

Günther Anders. La Cassandra della filosofia. Dall’uomo senza mondo al mondo senza uomo. Prefazione di Giacomo Pezzano: Anders e noi.

ISBN 978-88-7588-132-0, 2014, pp. 400, formato 140x210 mm., Euro 25 – Collana “Il giogo” [59].

In copertina: Günther Anders ottantenne, 1982.

indice - presentazione - autore - sintesi

25,00

Günther Anders (Breslavia, 1902 – Vienna, 1992) ha studiato con E. Husserl e successivamente con M. Heidegger, alle cui lezioni ha incontrato la sua prima moglie Hannah Arendt. Di origine ebraica è costretto, con l’avvento del nazismo, ad un lungo esilio che lo porta dapprima a Parigi e poi negli USA, dove sopravvive facendo diversi lavori occasionali. Pensatore eretico e radicale, avulso dal mondo accademico, dopo la fine della guerra è stato tra i fondatori del movimento antinucleare internazionale e membro del Tribunale Russell durante la guerra del Vietnam.
Profeta di sventura dell’età atomica e della nostra era dominata dalla tecnica moderna, Anders ha strenuamente messo in guardia i suoi contemporanei dalle catastrofi che da lì a poco sarebbero puntualmente accadute: l’avvento al potere di Hitler, la seconda guerra mondiale, Auschwitz, Hiroshima, Chernobyl. Ogni volta la sua voce è rimasta inascoltata, come quella di una novella Cassandra, perché i suoi moniti sono stati ritenuti inverosimili se non addirittura paranoici. Anders sostiene che ormai, di fronte alla tecnica ed al nostro mondo da essa dominato, noi uomini tutti siamo antiquati, perché antiquate sono le nostre dotazioni psichiche e le nostre categorie filosofiche ed etiche non più al passo coi tempi e totalmente inadatte a comprendere, immaginare ed assumersi la responsabilità di fronte agli effetti smisurati che le nostre azioni, individuali e collettive, oggi hanno grazie ai nostri prodotti ed alle nostre macchine. Come ha scritto giustamente Costanzo Preve: «Ci sono i filosofi tranquillizzanti e i filosofi inquietanti. Solo i filosofi inquietanti servono a qualcosa, e Anders è appunto uno di loro».
Affinché allora non si avveri mai anche la sua più terribile profezia, ossia l’estinzione della vita sulla terra e la fine dei tempi, sarebbe bene almeno questa volta prestare ascolto alle sue parole.

© Editrice Petite Plaisance - hosting and web editor www.promonet.it