Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 252

Margherita Guidacci Margherita Pieracci Harvell

Specularmente. Lettere, studi, recensioni. A cura di Ilaria Rabatti.

ISBN 978-88-7588-173-3, 2016, pp. 144, 140x210 mm., Euro 15, Collana “Egeria” [18].

In copertina: Lucio Fontana, Concetto Spaziale, Le Chiese di Venezia, 1961.

indice - presentazione - autore - sintesi

15,00


Margherita Pieracci Harwell è nata a Vitolini (Vinci) nel 1930. Laureatasi in Lettere all’Università di Roma nel 1952, ha insegnato nei licei italiani fino al 1961, quando si è trasferita in Francia, sposando il pastore americano Dwight Harwell che aveva conseguito il dottorato a Strasburgo con una tesi su Simone Weil. Con Dwight Harwell hanno avuto due figli, Maurice e David. Recatisi quindi negli Stati Uniti, dal 1969 al 2004 ha insegnato Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’UIC (University of Illinois at Chicago), di cui è professore emerito. Oltre all’attività di ricerca su S. Weil, G. Leopardi e alcuni dei protagonisti del Novecento italiano (I. Silone, A. M. Ortese, M. Luzi, M. Guidacci), ha curato dal 1987 l’edizione di opere di Cristina Campo, per Adelphi: Gli imperdonabili (1987); La tigre assenza (1991); Lettere a Mita (raccolta delle lettere a lei inviate dalla Campo 1999); Caro Bul (2007); e, recentissimo, Il mio pensiero non vi lascia (2011).

 


Margherita Guidacci (1921-1992) nasce a Firenze, città in cui ha compiuto gli studi liceali ed universitari, laureandosi in Lettere Moderne nel ’43 con una tesi su Giuseppe Ungaretti. Dopo il matrimonio, avvenuto nel ’49 col sociologo sardo Luca Pinna (da cui ha avuto tre figli, Lorenzo, Antonio, Elisa), si è trasferita a Roma, dove ha vissuto fino alla morte – sopraggiunta in seguito ad un ictus – dedicandosi all’insegnamento della lingua e letteratura inglese ed americana, prima nel Liceo Scientifico Cavour, successivamente all’Università di Macerata, e dal 1981 di nuovo a Roma, presso l’Istituto Universitario di Magistero “SS. Maria Assunta”. Moltissime le sue traduzioni, tra cui: E. Dickinson, E. Bishop, T. S. Eliot, S. O. Jewett, C. Smart, M. Twain, J. Conrad. Tra i suoi saggi: Studi su Eliot (1975); Studi su poeti e narratori americani (1978). Tra le sue maggiori raccolte poetiche: La sabbia e l’Angelo (1946); Morte del ricco: un oratorio (1954); Neurosuite (1970); L’altare di Isenheim (1980); Inno alla gioia (1983); Il buio e lo splendore (1989); Anelli del tempo (postumo, 1993). È possibile oggi leggere integralmente la sua opera poetica nel volume Le poesie curato da M. Del Serra, Firenze, Le Lettere, 2020.

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