Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 390

Beniamino Biondi

Ricostruzione di un delitto. Il cinema greco della Nouvelle Vague. Prefazione di Daniele Dottorini.

ISBN 978–88–7588-329-4, 2021, pp. 128, formato 140x210 mm, Euro 14 – Collana “Il pensiero e il suo schermo” [7].

In copertina:: Fotogramma dal film di Theo Anghelopoulos La sorgente del fiume (2004) Nel taglio basso di copertina fotogrammi da: La recita (T. Anghelopoulos) – Ricostruzione di un delitto (T. Anghelopoulos) – Evdokia (A. Damianos) – Mehri to ploio (A. Damianos) – Singapore sling. O anthropos pou agapise ena ptoma (N. Nikolaidis) – Glykia symmoria (N. Nikolaidis) – To monon tis zois tou taxeidion (L. Papastathis) – Listeia stin Athina (V. Serdaris) – Dyo ilioi ston ourano (Y. Stamboulopoulos) – Diadikasia (D. Theos) – Ena gelasto apogevma (A. Thomopoulos) – Enas erodios gia ti Germania (S. Tornes) – Mavro + aspro [Black-White] (N. Zervos e T. Rentizis)..

indice - presentazione - autore - sintesi

14,00

Il Nuovo Cinema Greco nasce negli stessi anni in cui in Europa e in alcuni paesi dell’America Latina sorgono quei movimenti di contestazione che proprio negli anni ’60 avranno la loro consacrazione critica, e, in qualche misura, anche il loro esaurimento: chi correggendo la polemica entro i confini del cinema di consumo, chi radicalizzando il proprio discorso ai margini del mercato. Si impone così un’estetica del linguaggio cinematografico – attraverso una scansione temporale irregolare o etero-cronistica, l’uso del silenzio in funzione narrativa, il piano-sequenza e l’alternarsi fra il campo lungo e la frontalità del primo piano, il montaggio redatto sul tempo filmico e non sul tempo reale – come processo euristico di un nuovo ordine teorico, e nascono le opere prime dei cineasti che svolgeranno un ruolo di profondo rinnovamento (non per ultimo dell’identità nazionale) nel periodo più buio della dittatura. Se le personalità sono composite, così come gli stili e i contenuti delle loro opere, l’elemento che li mette in comune è la direzione ostinata del superamento della sintassi e della grammatica tradizionali, ridefinendo il ruolo del cineasta non come professionista dell’industria ma con riferimento al concetto di politica degli autori promosso dai giovani intellettuali francesi dei “Cahiers du cinéma”.

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