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Quando il disegno della mia vita sarà completo, vedrò, o altri vedranno una cicogna? - K. BLIXEN
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Cat.n. 558

Arianna Fermani

Aristotele e l’elogio della disciplina. Allenare il corpo, esercitare la mente, tornire l’esistenza.

ISBN 978-88-7588-475-8, 2026, pp. 120, formato 130x170 mm., Euro 13 – Collana “coralli di vita” [13].

In copertina: Edgar Degas, Ballerine che si esercitano alla barra (Dancers Practi­cing at the Barre), olio su tela, 1877, Metropolitan Museum of Art, New York. In quarta: Edgar Degas, La stella, nota come L'ètoile o Ballerina sul palcoscenico, 1876-1877, pastello su monoprint applicato su carta, Musée d'Orsay, Parigi. Vi si accompagna La lettera alla danza di Rudolf Nureyev.

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 “Siamo ciò che facciamo ripetutamente”. Potremmo sintetizzare così il pensiero di Aristotele, un Filosofo di più di 2000 anni fa che oggi avrebbe un ottimo successo anche come personal trainer. Nel mondo del “tutto e subito”, sorretto, soprattutto nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, dai due “imperativi categorici” della rapidità e della facilità, tornare ai filosofi antichi per valorizzare l’importanza della disciplina, e dunque dell’allenamento (del corpo e della mente), della tenacia e della perseveranza, è un’operazione tanto controcorrente quanto urgente. Il saggio si snoda in quattro capitoli: Essere disciplinati per essere liberi; Genio e “regolatezza”; Non c’è mai una scusa valida per non allenarsi; L’eccellenza non si improvvisa: esercitiamoci a resistere (in modo umano), a essere fermi e perseveranti per realizzare il nostro capolavoro; si impernia sulla convinzione – che bisognerebbe ricordare quotidianamente, anche e soprattutto ai giovani – che senza disciplina non si arriva da nessuna parte. La nozione di disciplina, in dialogo con i filosofi antichi e con la riflessione aristotelica in particolare, viene intrecciata ai temi dell’esercizio, della cura e della dedizione, mostrando come, per essere felici – e dunque per realizzare una vita bella, sana ed allenata – sia necessario diventare “atleti dell’esistenza”.



Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).

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