Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Ebook 1071

Costanzo Preve

L’assalto al cielo. Saggio su marxismo e individualismo.

Vangelista, 1992, pp. 128. Il libro viene reso fruibile gratuitamente in formato PDF con l’autorizzazione dell’autore.

indice - autore - sintesi

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L’assalto al cielo è la formula filosofica assunta dal comunismo storico novecentesco, mondiale in estensione ed occidentale nella genesi. Religiosa nella variante profetico-messianica ed egualitaria (Gesù di Nazareth), metafisica in quella aristocratica e gerarchica (Parmenide), la secolarizzazione positivistica di questa doppia formula sembra giunta al capolinea. Ma se l’assalto al cielo non è riuscito, la riconquista della terra sembra ancora possibile. Si tratterà di una riconquista moderna, perché il comunismo di Marx è un comunismo della modernità.

Contro l’ideologia della “Fine della Storia”, questo libro si sofferma analogicamente su altre “transizioni storiche”. Dalla caduta del mondo antico alla rifeudalizzazione del capitalismo medioevale; dall’utopia cinquecentesca al giacobinismo rivoluzionario, dal libertarismo ottocentesco alle contraddizioni del comunismo novecentesco, si tenta un’analisi comparativa di altre “fini di imperi”, che non hanno mai dato ovviamente luogo a “fini della storia”.

Il paradigma di Marx, che ha fuso insieme in forma necessariamente instabile un discorso della comunità, un discorso della classe e un discorso della libera individualità, è riproposto in forma problematica come orizzonte tuttora convincente della prassi storica del comunismo. La libera individualità è esplicitamente sottolineata come il luogo della contraddizione tra integrazione capitalistica ed emancipazione comunista.

Questo libro chiude una trilogia i cui primi due volumi sono stati dedicati rispettivamente alla critica del nichilismo ed alla definizione di universalismo. L’individualità è l’articolazione concreta della prima parte in negativo e della seconda in positivo.

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