Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 022

Yria Haglund

Di storia in storia. La biblioteca italiana di Hjalmar Bergman.

ISBN 88-87296-91-X, 2001, pp. 144, formato 140x210 mm., Euro 13,00 – Collana “Egeria” [3]. [Traduzione dallo svedese a cura di Susanna Eneberg (Introduzione e La biblioteca di testi italiani di Hjalmar Bergman) e Elena Torrigiani (Osservazioni su “Savonarola. La storia di un frate” e Temi storici fiorentini in alcuni dei primi racconti). Questo volume è stato pubblicatoin collaborazione con la Fondazione C. M. Lerici, Stoccolma].

In copertina: foto di Hjalmar Bergman (1908).

indice - presentazione - autore - sintesi

13,00

Cento anni sono trascorsi da quando il diciottenne Hjalmar Bergman approdò per la prima volta a Firenze (esattamente il 3 ottobre del 1901), con l’intenzione di trascorrervi un lungo periodo di studio. Quanto l’impatto con la città, con la sua storia ed i suoi abitanti sia stato trascinante, lo sappiamo dallo stesso Bergman: «Firenze divenne la città del mio cuore. Non per la sua bellezza, né per la sua arte grande, calda e graziosamente maestosa; e nemmeno per la sua meravigliosa storia, o per la lingua melodica che i commercianti di Livorno e i professori di Roma trovano ridicola, e che invece suona stupenda agli orecchi di un uomo del Nord. Nobile, timida, gaia ed infantile, essa divenne la città del mio cuore: l’amore di un barbaro». Questo soggiorno incise profondamente sulla maturazione intellettuale di Hjalmar Bergman, e i quattro saggi raccolti in questo volume mirano a gettare luce su tale periodo di formazione, mettendo in evidenza gli studi preliminari di antiche fonti italiane cui l’autore si dedicò per attingervi quello che divenne il soggetto di un insieme di opere, in particolare il romanzo storico Savonarola: storia di un frate (1909) e la tragedia Parisina (1915).

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