Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 024

Anna Turi e Anna Paola Niccolai

(a cura di), I detti delle donne. Una lettura al femminile del linguaggio familiare (modi di dire, proverbi, filastrocche … delle mamme, delle  nonne, delle tate, delle zie). Postfazione di Elena Vannucchi: Una raccolta di detti, di proverbi.

ISBN 88-7588-097-2, 2005, pp. 160, formato 140x210 mm., Euro 10,00.

In copertina: Silvestro Lega, L’educazione al lavoro, 1863; olio su tela, 91,5x67; firmato e datato in basso a destra: “S. Lega 1863”. Collezione privata.

indice - presentazione - sintesi

10,00

Questo libro consta di due parti: la prima deriva da una piccola edizione “domestica” che nel 2000 ci regalò sei mesi di intenso e divertito lavoro di recupero memoriale e ci servì come dono natalizio per i parenti e gli amici più cari. L’abbiamo lasciata nella sua veste un po’ naif che a distanza di alcuni anni ci appare ancora proponibile. La seconda parte nasce dal lavoro dei due anni successivi e si differenzia dalla prima per una forse maggior sistematicità: è comunque basata anch’essa per la massima parte sulla trasmissione orale, e quindi sul deposito di memorie familiari che ha dato vita alla prima. Nella parziale diversità di scansioni e di modi del commentare, è questo il filo che lega le due parti. Ci ha sostenuto nella volontà di pubblicare queste pagine, oltre al ricordo caro delle persone da cui abbiamo attinto questo patrimonio linguistico, la convinzione che, proprio da un punto di vista linguistico, «ogni nuova raccolta del genere, magari empirica e impacciata, è una benedizione» (dall’Introduzione di Gabriella Giacomelli al Vocabolario pistoiese redatto da Lidia Gori e Stefania Lucarelli, Pistoia, 1984).

Desideriamo ringraziare Renzo Corsini che, sapendo del nostro lavoro, ci ha gentilmente fatto avere un fascicoletto delle Circoscrizioni del Comune di Pistoia, Proverbi di casa nostra (1997), che ci è servito di utile riscontro e ci ha aiutato a recuperare alcuni proverbi dimenticati.

Ringraziamo infine i parenti e le persone amiche che hanno accompagnato il nostro lavoro con i loro personali ricordi.

 

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