Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



Skype Meâ„¢!
Condividi



Petite Plaisance Editrice
Associazione Culturale
senza fini di lucro

Via di Valdibrana 311
51100 Pistoia
tel: 0573-480013

e-mail:
info@petiteplaisance.it

Cat.n. 032

Marco Francini - Gianpaolo Balli

Il "Gran Maestro" Domizio Torrigiani (1876-1932).

ISBN 88-88172-26-2, 2000, pp. 144, formato 170x240 mm., Euro 15,00 – Collana “Studi e ricerche” [11].

In copertina: Domizio Torrigiani.

indice - presentazione - sintesi

15,00

L’idea e il tentativo di ricostruire (parzialmente) la biografia di Domizio Torrigiani (1876-1932) hanno origine dal ritrovamento abbastanza casuale di alcuni documenti conservati nell’archivio della sottoprefettura di Pistoia che parlano di lui. Essi sono datati fra il 1930 e il 1932. In sintesi dicono che Torrigiani fu trasferito dall’isola di Ponza, dove scontava la pena del confino di polizia, nella villa di San Baronto nel Comune di Lamporecchio, dove era nato, a causa delle gravi condizioni di salute; che intorno a lui erano stati presi eccezionali provvedimenti di sorveglianza; infine, che egli era morto alla fine di agosto del 1932.

Quando le ho lette in archivio, queste carte mi hanno incuriosito sul personaggio che ne è l’“oggetto” principale. Alcune informazioni, poi, per quanto sparse e confuse senza un quadro generale di riferimento, mi hanno spinto ad approfondire la conoscenza di questo personaggio che ha svolto un ruolo non secondario nella storia italiana del primo dopoguerra. L’avvocato Domizio Torrigiani è stato, infatti, nella veste di gran maestro, alla guida di una parte della massoneria fra il 1919 e il 1925. Comunque, nonostante la posizione di primo piano in uno scorcio di tempo decisivo per la storia dell’Italia contemporanea, la figura di Torrigiani non è conosciuta dal grande pubblico e il personaggio non è stato oggetto di particolare attenzione negli studi. A parte qualche cenno e qualche informazione sparsi nella memorialistica e nella letteratura storiografica, con uno spazio maggiore ma non una trattazione specifica nelle opere sulla massoneria, e un ritratto tracciato in occasione di un’iniziativa che le logge pistoiesi del Grande Oriente d’Italia hanno organizzato alcuni anni fa, pochi elementi biografici su Torrigiani si trovano in libri di ricordi di personaggi a lui contemporanei e nei saggi storici. Nel suo libro del 1980 su Massoneria, fascismo e Chiesa cattolica, Gianni Vannoni dedica un capitolo al «Ruolo di Torrigiani» e osserva che «[…] non si hanno, purtroppo, testimonianze […] precise […]», anzi aggiunge che il materiale disponibile – per lo più di provenienza massonica – risulta scarso, disomogeneo, disordinato ed equivoco. Sono andato, dunque, a raccogliere notizie nelle pagine di testimoni e in documenti citati nelle note di studi sulla massoneria italiana, per ricostruire il profilo biografico.

 

Marco Francini

© Editrice Petite Plaisance - hosting and web editor www.promonet.it