Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 052

Gianfranco La Grassa

Dai Tre Mondi alla "globalizzazione capitalistica".

1998, pp. 32, formato 140x210 mm., Euro 5,00 – Collana "Divergenze" [1].

In copertina: Edvard Munch, Vampiro, litografia 1900.

indice - presentazione - autore - sintesi

5,00

Vengono tracciate le differenti caratteristiche che hanno contrassegnato due epoche ben distinte di questo secondo dopoguerra: quella fondata sulla divisione del mondo tra “campo capitalista” e “campo socialista”, sulla loro competizione a livello globale, e che ha avuto come suo principale terreno di confronto una vastissima area mondiale (Asia, Africa, America Latina) in condizioni di sostanziale sottosviluppo o almeno di profonda stagnazione; e quella più recente, in cui è sprofondato il secondo campo (il cosiddetto socialismo reale) e si è verificata la rimondializzazione del sistema capitalistico, fortemente stratificato e gerarchizzato al suo interno in paesi a differente livello e ritmo di sviluppo, e nel cui centro (i paesi e aree capitalistici a maggior sviluppo) si è riacutizzata la competizione per la conquista delle fette maggiori del mercato mondiale.

Non si è voluto fare opera storica, ma soprattutto teorica, indicando i caratteri strutturali di due diverse fasi del modo di produzione capitalistico – la prima relativamente organizzata, la seconda ormai aperta al più drastico “caos” sistemico – cercando di far rilevare la drammaticità dell’epoca più recente, e il suo aprirsi a sviluppi prossimi venturi gravidi di eventi estremamente pericolosi e di crisi che rischiano di provocare profondi turbamenti delle condizioni di vita della maggior parte della popolazione mondiale, persino nei paesi capitalistici ad alto sviluppo.

 

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