Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 062

Umberto Galimberti – Luca Grecchi

Filosofia e Biografia

ISBN 88-7588-095-6, 2005, pp. 192, formato 140x210 mm., Euro 15,00 – Collana “Il giogo” [3].

In copertina: Menade, marmo di Scopas (370-330 a. C.). Kunstsammlung, Dresda.

indice - presentazione - autore - sintesi - invito alla lettura -

15,00

Lo scopo di questo libro è quello di ripercorrere, in maniera dialogica, il pensiero filosofico di Umberto Galimberti. L’opera di questo autore è infatti coerentemente portatrice di contenuti profondi ed originali, che il nostro tempo, per la propria insipienza, non ha ancora adeguatamente valutato.

La genesi di questo libro è invece da ricercare in un incontro, cui ne sono seguiti diversi altri, svoltisi tutti nella prima metà del 2004. Il mio primo incontro con Galimberti ha avuto origine dalla decisione – presa in qualità di direttore del periodico culturale Koinè – di dedicare un numero monografico della rivista all’analisi del suo pensiero. Da questo primo incontro è nata una amicizia, e da essa l’idea di effettuare un lavoro comune, unendo all’analisi delle sue opere la trattazione di alcuni temi importanti ed attuali.

Dalla intenzione originaria – che era in sostanza quella di effettuare una lunga intervista biografico-filosofica – i nostri incontri hanno preso poi la forma di un vero e proprio dialogo. Gentilmente incoraggiato da Galimberti ad un confronto serrato con le tesi da lui esposte, il dialogo si è accresciuto fino ad assumere la struttura presente.

Per meglio comprendere l’inizio di questo testo può essere comunque utile riprendere la domanda conclusiva che – nel giorno della prima intervista per Koinè – posi a Galimberti: “Chi indaga ad ampio raggio la realtà come te difficilmente entrerà – indipendentemente dal valore di ciò che scrive – in un manuale di storia del pensiero filosofico. Ciò in quanto la cultura accademica premia gli specialismi. Se però esaminiamo un manuale ideale che potrebbe essere scritto, diciamo, fra cento anni, ed in cui tu fossi incluso, come pensi dovrebbe essere composta la pagina a te dedicata?”.

Questa fu la risposta: “Vorrei che la gente mi ricordasse all’interno del pensiero simbolico, che è antecedente a quello logico-metafisico, e che rappresenta il caos originario che la logica e la metafisica tentano di arginare. Il pensiero simbolico, che noi attribuiamo solitamente ai primitivi, è in realtà la base della nostra psiche e della nostra cultura. Siamo diventati iperrazionali per difenderci da questa dimensione simbolica, del sacro, del dionisiaco. Ecco: io mi ritengo un buon testimone della dimensione simbolica, in cui il concetto fondamentale non è l’equivalente generale, ma l’ambivalenza delle cose”.

 

 Luca Grecchi

 

 

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