Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 088

Massimo Bontempelli

Il respiro del Novecento. Percorso di storia del XX secolo (1914-1945).

ISBN 88-88172-10-6, 2002, pp. 672, formato 170x240 mm., € 35,00.

In copertina: Studio di composizione V per Guernica (1937), conservato al Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

indice - presentazione - autore - sintesi

35,00

Il libro di storia che presentiamo è veramente particolare. Si tratta, infatti, di una ricostruzione-riflessione a tutto campo del secolo appena trascorso, con la quale è possibile cominciare a diradare quelle spesse nebbie che non consentono di scorgere alcuna strada sensata percorribile nel secolo appena aperto. Si tratta di uno strumento indispensabile per trovare le nostre radici e le nostre prospettive nella più tragica delle storie che ci precedono, quella del secolo XX, un secolo di inaudite violenze e grandi passioni ideali che non meritano di morire nelle insulse meschinità conformistiche del nostro presente. Uno strumento indispensabile perché basato su due pilastri di cui le odierne pubblicazioni sembrano desolatamente incapaci: la narrazione e il significato.

La narrazione, prima di tutto. La storia non può appassionare i giovani – tanto più dopo che ne hanno perduto totalmente lo spessore in seguito allo svuotamento storico della famiglia, della nazione e del lavoro –, se non viene raccontata nella sua concretezza umana, psicologica, sequenziale. Ebbene, questo libro racconta la storia «per filo e per segno», illuminando la tessitura dei suoi eventi, restituendo la figura umana dei suoi protagonisti, esponendo con chiarezza i nessi tra i fatti. Non salta mai «di palo in frasca», non propone mai concetti incomprensibili per mancanza di presupposti, non sottintende situazioni non chiarite. Tutto è spiegato, perché tutto è narrato. Narrato in tanti dettagli, esposti non per essere memorizzati, ma per avvertire il «sapore» di un certo momento storico. Leggere questo libro fa capire immediatamente, senza bisogno di critiche concettuali, l’assurdità di tante metodologie basate su sterili esercizi didattici, quiz e altro.
Una volta restituite le vicende concrete attraverso una loro lineare narrazione, questo libro passa, in una sezione a parte, ad approfondimenti riflessivi che aiutino a pensare i significati umani dei percorsi storici e i problemi morali del collocamento dell’uomo nella sua realtà sociale. «Pensare le vicende umane come storia», e «Pensare i valori umani attraverso la storia», per comprendere meglio la propria umanità. Senza questo, a che cosa servirebbe studiare la storia?

Questo libro vuole insegnare rispetto per l’umanità dell’uomo e amore per la verità. Perciò non ha sotterfugi ideologici e non fa sconti a nessuno: le colpe storiche contro l’umanità dell’uomo sono sempre illuminate a giorno, da qualunque parte siano venute, fascismo o comunismo, istituzioni religiose o democrazie liberali, destra o sinistra, e i meriti storici sono sempre segnalati, quand’anche appartengano ai fascisti. Perciò dice sempre cose serie, e non sparge mai fumo. Ciò è di straordinaria importanza per l’educazione della nostra gioventù in un’epoca di sfacciati inganni propagandistici, in cui le guerre più sporche passano per «antiterroristiche» o addirittura «umanitarie», e un liberismo socialmente ed ecologicamente devastante passa per necessità economica o addirittura per progresso storico.

È un libro concepito non solo, ma anche per un uso scolastico, al fine di contrastare l’attuale degradazione dell’insegnamento della storia, che ha perduto ogni organicità, ogni profondità ed ogni sensatezza, e si risolve nella pura erudizione del frammento.

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