Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 122

Giampiero Giampieri

Ahi Pistoia, Pistoia... Pistoia tra storia e poesia.

ISBN 88-87296-99-5, 2000, pp. 208, formato 170x240 mm., Euro 15.

In copertina: Cino fra Dante e Petrarca, in un affresco di anonimo bolognese del secolo XIV, ora nel convento di San Domenico in Pistoia.

indice - presentazione - autore - sintesi

15,00

La storia di Pistoia, secondo R. Davidsohn, non offre che “lo spettacolo disgustoso di pure discordie familiari e personali, che in sostanza non furono provocate se non dalla bramosia del potere, dall’odio e dalla vendetta”.
Ma noi pistoiesi, quanto alla storia della nostra città, quanto a noi stessi ci dovremo appagare di queste parole “di colore oscuro”? Non faremo neanche un tentativo per destarci dall’inverno del letargico scontento che abbiamo alle spalle? Certo che vale la pena (soprattutto, ma non solo, nelle scuole) di “svegliar dalle tombe” simultaneamente i “nostri padri” e noi stessi! E togliamola, dalle porte della nostra percezione, un po’ di quella maligna ruggine dell’ideologia! Ritessiamolo il dialogo con morti che son più vivi dei vivi!
Questo libro è un tentativo, amatoriale, di ridare udienza alle parole di antichi fantasmi (celebri o poco noti o quasi sconosciuti), che sono anche “spettri familiari” della nostra coscienza. Eccoli, “col loro anelito lieve... cercando cose lontane”: Meo Abbracciavacca, Lemme Orlandi, Paolo Lanfranchi, Jacopo da Pistoia, Vanni Fucci, Buonaccorso da Montemagno, il cardinale Niccolò Forteguerri, i due meravigliosi Dioscuri del Rinascimento: Scipione e Antonio Forteguerri, Tommaso Baldinotti, Antonio Cammelli... E ci sono anche, sullo sfondo, il Boccaccio, Franco Sacchetti, Masuccio Salernitano, il Machiavelli. E, infine, loro due: Cino e Dante. Sì, Dante, per la cui disperazione e per il cui odio Pistoia fu tremenda Fenice.

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