Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 123

Massimo Bontempelli

La disgregazione futura del capitalismo mondializzato.

ISBN 88-87296-30-8, 1998, pp32, formato 140x210 mm., Euro 5 – Collana “Divergenze” [19].

In copertina: Vortice di denaro.

indice - presentazione - autore - sintesi

5,00

Ci sarà un nuovo 1929? L’autore risponde che è nella logica della cose. Gli anni Ottanta e Novanta, infatti, hanno generato, come gli anni Venti, una forte sproporzione tra le capacità produttive, fonti dell’offerta potenziale, e le retribuzioni del lavoro dipendente, fonti della domanda effettiva. Gli anni Ottanta e Novanta hanno lasciato in eredità un capitale fittizio, e conseguenti bolle speculative, ancora maggiori che negli anni Venti.
George Soros, nella sua audizione al Congresso degli Stati Uniti del 15 settembre 1998, ha sostenuto, portandone le prove, che la disgregazione del capitalismo globale ha già avuto inizio, e ha invocato nuove e stringenti regole per bloccarla sul nascere.
Ha perfettamente ragione nella diagnosi, ma la terapia che propone è utopica, perché questo capitalismo è nato e si è strutturato come capitalismo deregolamentato.La logica della crisi è dunque che l’attuale circolazione deregolamentata dei capitali sarà, al momento dello scoppio di una bolla speculativa meno periferica di quella dell’Asia sudorientale, il veicolo di un crollo mondiale delle borse, che farà emergere una colossale sovrapproduzione di merci, probabilmente mescolata a tremende fiammate inflazionistiche. A quel punto la circolazione mondiale deregolamentata dei capitali e delle merci sarà incompatibile non soltanto con la coesione sociale interna di ciascun paese, ma anche con gli interessi di importanti settori capitalistici, come già sta avvenendo in Malesia. Ci si avvierà, in una situazione di disordine e di impoverimento dei ceti medi e popolari, ad una transizione di fase, da cui emergerà un capitalismo simile a quello degli anni Trenta, ma socialmente molto più debole.
Il problema sarà la mancanza, almeno all’inizio, di forze antagonistiche capaci di fruttare la debolezza, perché nessuno è preparato a quel domani: tutti sono oggi ipnotizzati, infatti, dai caratteri del presente, che avvertono di fatto come eterni, proprio mentre si avviano al tramonto.

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