Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 138

Marco Apolloni

La religione in Jean-Jacques Rousseau. 

ISBN 88-7588-020-4, 2008, pp. 96, formato 140x210 mm., Euro 10 – Collana “Divergenze” [40].

In copertina: Rousseau nella sua camera all’isola di Saint-Pierre, Parigi, B. N. (Snark).

indice - presentazione - autore - sintesi

10,00

Questo saggio delinea i tratti di un credente anomalo: J.-J. Rousseau, il cui modo di recepire la religione – nella sua dimensione naturale e civile – è sicuramente interessante e attuale. Interessante perché propone una netta separazione tra il messaggio verace della religione cristiana e il suo appiattimento in sede vaticana.

Attuale perché il dibattito odierno ha riportato all’attenzione l’importanza di concepire nella maniera più sana ed equilibrata possibile le religioni, sgomberando il campo da ogni fanatismo. 

Scrive A. ILLUMINATI  nella Prefazione: «Il cristianesimo di Rousseau è certamente esente da qualsiasi incrostazione confessionale e clericale e neppure comporta il peccato originario, affidando l’uomo decaduto (per ragioni casuali) a una redenzione meramente politica – come da lungo tempo dimostrato da Ernst Cassirer. La sua reinterpretazione del teismo è dunque, come afferma Apolloni, realmente anomala e il bisogno di credere è decisamente più forte delle ragioni per credere».

Grazie alle conquiste avutesi con l’Illuminismo – c’è chi ancora si ostina a non riconoscerne gli effettivi benefici –, non ci impressiona più di tanto sentire aspri giudizi su quel fenomeno sempre più temporale e sempre meno spirituale che è la Chiesa di Roma. Oltre che Voltaire, dunque, occorre ringraziare anche il pensatore Ginevrino se oggi possiamo esprimere liberamente le nostre opinioni in materia religiosa, senza necessariamente venire tacciati di empietà. In definitiva, la più grande scommessa vinta da Rousseau è senza dubbio quella di averci proposto una “religione laica”. 


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