Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 156

Chiara Tinnirello

Singolarità estetica. Prassi mimetiche tra arte e filosofia da Nietzsche a Nancy. Introduzione di Giuseppe Frazzetto.

ISBN 88-7588-034-4, 2010, pp. 192, formato 140x210 mm., Euro 18. Collana “Il giogo” [34].

In copertina: Delfo Tinnirello, Sorgente, foto-collage digitale, 2010.

indice - presentazione - autore - sintesi

18,00

Sintesi

Il volume fornisce una pista estetica per il contagio stilistico tra arte e filosofia. Artefice della versione estetica della filosofia è Nietzsche attraverso le figure del pensiero di Apollo, Dioniso e Zarathustra. Gilles Deleuze ne fissa i contorni definendo la filosofia come “creazione di concetti”. Ernst Jünger con il suo Anarca, Peter Sloterdijk con la figura di Diogene il kinico, Manlio Sgalambro con la devozione all’Opera, immettono in questa piega del pensiero aforismi o, invece, figure incastonate nella gemma della scrittura. Analogamente, Jean-Luc Nancy accosta la dimensione estetica del pensiero svolgendo il concetto ontologico di “Essere Singolare plurale” in una conversione inedita della soggettività come Singolarità comparente. Le prassi mimetiche tra arte e filosofia percorrono, dunque, il tratto da Nietzsche a Nancy senza diacronia. Il contagio tra arte e filosofia dispone una nuova ontologia, denominata “ontoestetica”, in grado di saltare sopra l’amalgama fluido della modernità attraverso le figure del pensiero e le Singolarità ontologiche, ambedue calchi mimetici dell’opera d’arte.

 

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