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Quando il disegno della mia vita sarà completo, vedrò, o altri vedranno una cicogna? - K. BLIXEN
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Cat.n. 188

Piotr Zygulski

Costanzo Preve: la passione durevole della filosofia.

ISBN 978-88-7588-068-2, 2012, pp. 80, formato 140x210 mm., Euro 8 – Collana “Divergenze” [46].

In copertina: Valeria Bruno, Ipazia, 2009, tecnica mista.

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8,00

Presentazione

 

Il testo che leggerete rappresenta l’evoluzione di ricerche e materiali prodotti per la “tesina” di maturità, notoriamente per lo più vissuta dagli studenti con un misto di timore e fastidio, riconosciuta nel migliore dei casi come “male necessario” e non come un’occasione per intraprendere un percorso non solo di studi ma anche e soprattutto di approfondimento della propria formazione personale: già questo dà l’idea della particolarità del suo giovane autore e delle pagine che seguiranno.

A rendere ancora più singolare questo lavoro è il fatto che verte su un autore nel bene e nel male unico e “non incasellabile”, ignorato dagli ambienti accademici italiani talvolta anche in maniera colpevolmente intenzionale e meditata, portatore di un pensiero esplosivo e radicale, capace di spaziare dalla storia della filosofia alla geopolitica, dall’analisi del capitalismo alla metafisica, forse difficile da “maneggiare” ma che proprio per questo si rivelerà con il tempo una miniera da esplorare anche per i “malevoli” o i semplici diffidenti. Come Zygulski si sia imbattuto in Costanzo Preve lo racconta egli stesso, è quantomeno significativo che il suo scritto sia a oggi praticamente il primo lavoro “monografico” esplicitamente incentrato sul pensiero di Preve, che miri cioè a presentare una prima ricostruzione filosoficamente e filologicamente ordinata dell’insieme della sua prospettiva, dalla questione della genesi storica e del valore universale della filosofia a quella della possibilità di un comunitarismo comunista delle libere individualità, passando per la fenomenologia della dialettica del capitalismo. Se, infatti, iniziano ad aumentare i testi che implicitamente o esplicitamente tengono conto della produzione previana[1], non altrettanto si può dire di quelli che si soffermino specificamente sul contenuto dei suoi scritti e sugli sviluppi del suo pensiero[2], al di là del dialogo che ormai da anni si svolge tra Preve e Luca Grecchi in particolare circa i rapporti tra verità e temporalità e tra idea e storia[3].

Pur essendo già di per sé molto, i meriti di questo testo tuttavia non si esauriscono con ciò, perché va perlomeno sottolineato anche lo stile lineare e chiaro (di cui Preve stesso è un convinto sostenitore) con cui è scritto, che consente anche al lettore non avvezzo alle cose filosofiche di inquadrare ben presto gli aspetti in gioco più salienti, che consente dunque soprattutto di comprendere che le faccende filosofiche non sono una questione di astrazioni fini a se stesse ma di rischiaramento delle condizioni di possibilità e delle modalità di determinazione della vita in comune. Certo, il testo tradisce qua e là una certa “timidezza” nel rispetto e nella stima che il nostro giovane autore dimostra di avere nei confronti di Preve, che lo porta a sembrare eccessivamente “benevolo” e non sufficientemente distaccato, ma allo stesso tempo l’entusiasmo e il coinvolgimento non fanno venire mai meno la lucidità e la precisione della ricostruzione: insomma, il fascino della filosofia previana non si trasforma mai in mera fascinazione per Zygulski, di modo che l’impressione che resta alla fine della lettura delle sue pagine è una significativa capacità di cogliere alcuni punti salienti della pressoché sterminata (estensivamente e intensivamente, si badi) produzione di Preve per offrirli al lettore in modo cristallino e diretto.

Parrebbe quasi che un diciannovenne al di fuori di qualsiasi logica di “partito” e di “ortodossia” – al di fuori di qualsiasi compromissione ideologica – sia stato capace di riconoscere “a pelle” l’originalità e l’importanza del pensiero previano ben prima di quanto non abbiano saputo fare i membri di quello che proprio Preve stesso dipinge come Clero Intellettuale Politicamente Corretto: forse proprio qui si intravede in filigrana quel «ringiovanimento del mondo» (Verjüngung der Welt) che sempre Preve invoca a più riprese con Fichte in vista del superamento dell’«epoca della compiuta peccaminosità» e che non si esaurisce certo nel primo momento propulsivo del “furore” giovanile, perché va coltivato e fatto maturare. Proprio in questo senso possiamo sicuramente dire che il riferimento del titolo alla passione durevole non solo sintetizza un asse fondamentale della riflessione previana, ma condensa anche molto bene l’animo e l’atteggiamento che Zygulski mostra di avere nei confronti della filosofia e persino dell’umanità in generale, o – meglio – se la passione è certo presente nel tessuto del testo e nello spirito del suo autore (d’altronde essere giovani senza passione significa rischiare di non sbocciare mai), sarà il futuro delle sue ricerche, delle sue scelte, della sua vita, e così via a dirci se essa saprà anche essere “resistente” e “persistente”, durevole. Una cosa è certa: i semi sono quelli buoni, nel senso greco del “buoni a” far maturare un frutto degno di considerazione, ma senza un terreno fertile anche i migliori semi sono a rischio. Sta a noi tutti non smettere di lottare contro l’inaridimento per lasciare il giusto nutrimento a tali semi, sta a noi tutti non cessare di farci guidare da una passione davvero durevole.

 

Giacomo Pezzano

 

[1] Un buon esempio è D. Fusaro, Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo, saggio introduttivo di A. Tagliapietra, Bompiani, Milano 2012, testo che rappresenta per certi versi una prima – ancorché implicita – sistematizzazione dell’approccio previano alla filosofia e dalla sua disamina del capitalismo. Mi permetto anche però di rinviare ad alcuni testi in cui ho preso esplicitamente in esame e in carico il pensiero previano o ho cercato di svilupparne alcuni punti a mio giudizio centrali (segnatamente la questione della natura umana): G. Pezzano, Ripensare (con) Marx: la natura umana tra filosofia, scienza e capitale, Petite Plaisance, Pistoia 2012 [liberamente scaricabile all’indirizzo http://www.petiteplaisance.it/ebooks/1141-1160/1164/el_1164.pdf]; Id., Nati per diventare davvero umani. Humanitas e(s)t philosophia, Postfazione a C. Preve, Lettera sull’Umanesimo, Petite Plaisance, Pistoia 2012, pp. 193-243; Id., Tractatus Philosophico-Anthropologicus. Natura umana e capitale, Petite Plaisance, Pistoia 2012.

[1] Segnalo però a tal proposito un testo collettaneo la cui pubblicazione è prevista per la prima metà del 2013 (al quale contribuiranno Andrea Bulgarelli, Linda Cesana, Diego Fusaro, Alessandro Monchietto e il sottoscritto, sotto la guida di Luca Grecchi) e che rappresenterà la prima opera di ricostruzione e critica filosofica completamente dedicata al pensiero di Costanzo Preve, del quale il testo di Zygulski può essere dunque quasi considerata una sorta di “pregustazione”.

[1] Che ha trovato spazio soprattutto sulla rivista “Koiné” e nel testo L. Grecchi, C. Preve, Marx e gli antichi Greci, Petite Plaisance, Pistoia 2005.



[1] Un buon esempio è D. Fusaro, Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo, saggio introduttivo di A. Tagliapietra, Bompiani, Milano 2012, testo che rappresenta per certi versi una prima – ancorché implicita – sistematizzazione dell’approccio previano alla filosofia e dalla sua disamina del capitalismo. Mi permetto anche però di rinviare ad alcuni testi in cui ho preso esplicitamente in esame e in carico il pensiero previano o ho cercato di svilupparne alcuni punti a mio giudizio centrali (segnatamente la questione della natura umana): G. Pezzano, Ripensare (con) Marx: la natura umana tra filosofia, scienza e capitale, Petite Plaisance, Pistoia 2012 [liberamente scaricabile all’indirizzo http://www.petiteplaisance.it/ebooks/1141-1160/1164/el_1164.pdf]; Id., Nati per diventare davvero umani. Humanitas e(s)t philosophia, Postfazione a C. Preve, Lettera sull’Umanesimo, Petite Plaisance, Pistoia 2012, pp. 193-243; Id., Tractatus Philosophico-Anthropologicus. Natura umana e capitale, Petite Plaisance, Pistoia 2012.

[2] Segnalo però a tal proposito un testo collettaneo la cui pubblicazione è prevista per la prima metà del 2013 (al quale contribuiranno Andrea Bulgarelli, Linda Cesana, Diego Fusaro, Alessandro Monchietto e il sottoscritto, sotto la guida di Luca Grecchi) e che rappresenterà la prima opera di ricostruzione e critica filosofica completamente dedicata al pensiero di Costanzo Preve, del quale il testo di Zygulski può essere dunque quasi considerata una sorta di “pregustazione”.

[3] Che ha trovato spazio soprattutto sulla rivista “Koiné” e nel testo L. Grecchi, C. Preve, Marx e gli antichi Greci, Petite Plaisance, Pistoia 2005.



Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).

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