Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 194

Giampaolo Perugi

1907: la prima Settimana sociale dei cattolici italiani. Pistoia, 23-28 settembre.

ISBN 978-88-7588-106-1, 2013, pp. 384, formato 170x240 mm., Euro 30.

In copertina: Tentato assalto all’Arcivescovado di Reggio: preti e seminaristi respingono dal tetto gli assalitori, Disegno di A. Beltrame. Copertina de «La Domenica del Corriere», Anno IX, N. 32, 4-11 Agosto 1907.

indice - presentazione - autore - sintesi

30,00

Nel settembre del 1907 si tenne a Pistoia la prima Settimana sociale dei cattolici italiani, promossa dall’Unione popolare presieduta da Toniolo, la più importante delle nuove associazioni di azione cattolica nate dopo lo scioglimento dell’Opera dei Congressi. Era un momento difficile per il movimento cattolico italiano, lacerato dai contrasti che avevano indotto Pio X a sciogliere l’Opera e attraversato dalla crisi modernista. L’enciclica Pascendi che condannava l’eresia modernista era stata pubblicata proprio pochi giorni prima della Settimana pistoiese.

Quale fu, dunque, il significato della Settimana pistoiese nel contesto delle vicende del movimento cattolico negli anni che vanno dal 1896 al 1914? Qual era la situazione del movimento cattolico pistoiese? E perché proprio Pistoia fu scelta come sede della Settimana? 

Per tentar di rispondere a queste domande, il volume ripercorre a grandi linee la storia del movimento cattolico in questi anni in Italia e in particolare a Pistoia, fornisce informazioni dettagliate sulla sua nuova organizzazione, sulla  preparazione dell’evento pistoiese, sullo svolgimento dei lavori, sui relatori e sui partecipanti; cerca anche di valutare l’impatto che la Settimana ebbe sul movimento cattolico nazionale e locale, con un’attenzione particolarmente rivolta alle scelte politiche ed elettorali dei cattolici pistoiesi.

Di quanto verificatosi in quei giorni a Pistoia ciò che ebbe maggior risalto sulla stampa anche nazionale furono i disordini provocati dalle proteste degli anticlericali. E’ parso dunque opportuno ricostruirne lo svolgimento e gli strascichi giudiziari, ma anche spiegare le ragioni, non solo locali, della recrudescenza dell’anticlericalismo in quel particolare momento.

Molti anni dopo uno dei maggiori protagonisti della Settimana pistoiese, Filippo Crispolti, avrebbe “serenamente” votato, in Senato, a favore delle leggi razziali fasciste: si trattò di un semplice caso personale o non fu piuttosto un possibile esito della larga circolazione di motivi antiebraici nel cattolicesimo sociale italiano del primo Novecento?

Infine un’ultima ed ampia parte del lavoro è dedicata ad una questione che all’epoca della Settimana si poneva con urgenza al movimento cattolico italiano: quella femminile. Il volume mira a chiarire come e perché, nel quadro delle diverse strategie allora prospettate per la costituzione di una associazione delle donne cattoliche, risultò alla fine sostanzialmente sconfitta l’opzione che si era delineata con l’incontro tra Toniolo e la contessa Da Persico verificatosi proprio durante la Settimana pistoiese.

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