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Quando il disegno della mia vita sarà completo, vedrò, o altri vedranno una cicogna? - K. BLIXEN
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Cat.n. 530

Arianna Fermani, Lucia Palpacelli, Mino Ianne

Cura - Incuria. Navigazioni filosofiche tra le parole greche di Cura - Incuria. Postfazione di Anna Sturino.

ISBN 978-88-7588-372-0, 2026, pp. 232, formato 130x170 mm., Euro 20 – Collana “mare dentro” [5].

In copertina: Pelike con scena di preparazione di una sposa, IV sec. a.C.; in quarta: Vaso plastico a vernice nera («borsa termica») con iscrizione graffita Hygieia, fine III-inizi II sec. a.C., Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

indice - presentazione - autore - sintesi

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Indice

Presentazione della collana mare dentro

              di Arianna Fermani

Arianna Fermani

Alla riscoperta delle parole greche della cura e dell’incuria

I. L’urgenza (e la bellezza) della riscoperta  delle parole greche della cura e dell’incuria

1.1. Le molteplici (e ambivalenti) divinità greche  della cura, della guarigione e della salute

II. “Prima navigazione” lungo le rotte delle parole greche della cura e dell’incuria

2.1. La cura come ἐπιμέλεια (epiméleia): la capacità di “sapersi suonare” e di ritmare l’esistenza

2.2. La cura come θεραπεία (therapéia): la coltivazione e il rispetto (di sé e degli altri)

2.3. La cura come μελέτη (meléte): prendersi a cuore e preoccuparsi

2.4. La cura come φαρμακεία (pharmakéia): potenza e rischi di una cura che può avvelenare

2.5. La cura come κῆδος (kédos): la fatica e l’affanno insiti nel prendersi cura

2.6. La cura come φροντίς (phrontís) e come πρόνοια (prónoia): l’atto del curare come sinergia tra cuore e cervello, premura e previdenza

III. Le parole dell’incuria

3.1. L’incuria come ἀμέλεια (améleia) e come ἀκηδία (akedía): l’indifferenza e la trascuratezza, verso se stessi e verso gli altri

3.2. L’incuria come ῥᾳθυμία (rathymía): la pericolosità e la bruttezza di essere indolenti e inoperosi

IV. Ammainando momentaneamente le vele: alcune riflessioni conclusive sulla “prima navigazione” lungo le parole della cura e dell’incuria

Lucia Palpacelli

Le parole della medicina: la cura come bisogno di guarigione

Introduzione

Cura come risposta alla fragilità

Un orizzonte utile al viaggio:

la connessione tra corpo e anima

I. La mappatura delleparolemedichedella cura

1. θεραπεία (therapéia): servizio e cura

Il servizio alle radici della cura

Il legame tra therapéia e téchne

2. ἰάομαι (iáomai), ἰατρός (iatrós), ἰατρεύω (iatréuo): la cura medica

La téchne medica come therapéia del corpo

La téchne iatriké tra conoscenza ed esperienza

3. φάρμακον (phármakon): una parola bifronte

II. Le parole della cura nel Corpus Hippocraticum

Una premessa

1. L’approccio razionale alla cura

2. La salute come un equilibrio da ripristinare

3. τέμνειν (témnein) e καίειν (káiein): l’immagine del medico da Eraclito al Corpus Hippocraticum

La riflessione del Gorgia platonico: la therapéia come male volto al bene

La coppia témnein-káiein nel Corpus Hippocraticum: tra continuità e frattura

4. La therapéia dal punto di vista del medico

L’azione medica nell’arcipelago delle parole della lotta (ἀγών - agón)

I contrari come rimedio dei contrari

La malattia come tempesta (χειμών - cheimón) e la cura come ritorno al porto

Alla finedel viaggio …

Curare per godere dei frutti della vita

Mino Ianne

La cura come esercizio filosofico

1. Parole della cura:  δίαιτα (díaita), εὐκολία (eukolía), ὑγίεια (hygíeia)

2. Alimentazione e cura

3. Prescrizioni dietetiche e cura dell’anima

4. Il καιρός (kairós) come parola della cura

4. La musica e la cura

5. Fine (momentanea) della navigazione: il senso greco della cura

«mare dentro»

appendice corallina

Anna Sturino

La cura come esperienza educativa

L’esempio del Liceo “G. Moscati” di Grottaglie (TA)

Indice dei nomi



Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).

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