Editrice Petite Plaisance

Quando il disegno della mia vita sarà completo, vedrò, o altri vedranno una cicogna? - K. BLIXEN
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Cat.n. 530

Arianna Fermani, Lucia Palpacelli, Mino Ianne

Cura - Incuria. Navigazioni filosofiche tra le parole greche di Cura - Incuria. Postfazione di Anna Sturino.

ISBN 978-88-7588-372-0, 2026, pp. 232, formato 130x170 mm., Euro 20 – Collana “mare dentro” [5].

In copertina: Pelike con scena di preparazione di una sposa, IV sec. a.C.; in quarta: Vaso plastico a vernice nera («borsa termica») con iscrizione graffita Hygieia, fine III-inizi II sec. a.C., Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

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Questa “navigazione in equipaggio” lungo le rotte delle parole greche della cura e dell’incuria conduce nel cuore di un mondo distante e lontanissimo (che, solo per citare un esempio, crede in dèi e dee della guarigione, della cura e della salute) e, insieme, straordinariamente vicino. Preoccupazione, fatica, attenzione, esercizio, servizio, rispetto della fragilità e, sul versante opposto, incuria, indifferenza, trascuratezza sono solo alcune delle numerose nozioni attraversate in questi viaggi tra parole elaborate più di 2000 anni fa (ma che ancora ci risuonano dentro “forti e chiare”) e tra le loro pieghe molteplici, intriganti e, talvolta, perfino sorprendenti. Non resta dunque che salire a bordo e salpare, mettendosi all’ascolto dei tre contributi, che variamente declinano il tema della cura (del corpo, dell’anima, di sé e degli altri) sul versante della filosofia, della medicina, della ginnastica, dell’alimentazione e della musica, per approdare al saggio finale, che intreccia il tema della cura a quello del processo formativo, leggendo la cura proprio nei termini di una “esperienza educativa”.



Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).

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