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Questo lavoro si propone di chiarire e fondare la funzione del Direttore filosofico all’interno delle organizzazioni contemporanee, sottraendo tale figura a derive idealistiche o salvifiche per ancorarla a un’esigenza eminentemente pratica: aiutare le organizzazioni a raggiungere il proprio fine specifico in modo coerente, consapevole e durevole nel tempo attraverso il progresso del ragionamento razionale e la cura del pensiero. L’assunto di fondo è che molte inefficienze, conflitti e crisi di orientamento aziendali non derivino da carenze tecniche o operative, bensì da forme di ragionamento implicite, automatiche e inconsapevoli che finiscono per ostacolare il perseguimento del fine organizzativo. Nell’affrontare questi temi l’Autore si muove all’interno di un orizzonte filosofico che assume il filosofo tedesco Hegel e il classico Aristotele come riferimenti strutturali, integrando a tale impianto sistematico le prospettive di Platone e Nietzsche: il primo quale iniziatore della dialettica tra synagoghè e diaíresis, il secondo come voce radicalmente critica e genealogica. Sebbene distanti dalla sistematicità dei primi due, essi risultano indispensabili per definire il concetto di dispositivo filosofico, inteso come strumento capace di interrogare l’origine e la tenuta dei presupposti aziendali e di descrivere il metodo di lavoro del filosofo nell’organizzazione. Il testo prende avvio dall’impresa non in quanto ambito teoricamente privilegiato, ma come luogo di esperienza diretta dell’autore, estendendo tuttavia la validità della funzione del Direttore filosofico a ogni altra forma organizzativa, quali: cooperative, scuole, ospedali, enti pubblici e organizzazioni del terzo settore, poiché ovunque esistano decisioni, linguaggi e fini coordinati, vi sono concetti latenti che orientano l’azione e che necessitano di essere esplicitati.
Attraverso l’analisi della dimensione ontologica, epistemologica, etica e di visione, dell’agire organizzativo, il lavoro mostra come il metodo dei dispositivi filosofici conduca alla cura del concetto e, di riflesso, al successo d’impresa; un successo che, passando per il miglioramento degli esseri umani che vivono l’organizzazione, può teoricamente estendersi da una dimensione micro a una macro. La trattazione si conclude con un’analisi operativa della figura del Direttore filosofico, chiarendone l’ambito di operatività, le modalità di inserimento, la collocazione rispetto alla governance e i requisiti formativi necessari, intendendo dimostrare, nel suo insieme, che la filosofia non costituisce un lusso culturale né un correttivo etico esterno, ma una risorsa strutturale per ogni organizzazione.
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