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Quando il disegno della mia vita sarà completo, vedrò, o altri vedranno una cicogna? - K. BLIXEN
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Cat.n. 555

Jean Soldini

La “follia” del comune, la passione del reale. Ripensare la materialità e la democrazia contro il nichilismo.  Prefazione di Claudia Baracchi: Il fiore della moltitudine.

ISBN 978-88-7588-446-8, 2026, pp. 432, formato 170x240 mm., Euro 35 – Collana “Divergenze” [99].

In copertina: Foto scattata dall’autore in quella che, a Lione, è stata la bottega di pittore vetraio del bisnonno, del nonno, di un prozio e poi di un ex collaboratore di quest’ultimo in un periodo che va dal 1880 circa fino a oggi.

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Guerre e contrazioni degli spazi d’espres­sione accompagnano il nostro involontario produrre in rete, invisibilizzato alla stregua della materia. Lo smartphone ha una materialità tangibile, ma pure intangibile che si espande in molte direzioni. Tangibile e intangibile sono aspetti di una physis che è farsi di relazioni ed è composizione di queste ultime. Non c’è qualcosa che già non sia moltitudine di attività prima delle relazioni tra cose artificialmente ben separate. Così l’essere è divenire, non rimane gelosamente attaccato a se stesso. L’essere è “follia” del comune, contestazione del nichilismo del possedere e possedersi che finiscono.

Come scrive Claudia Baracchi nella sua prefazione: «le analisi sviluppate da Jean Soldini sono sorprendenti per profondità e al contempo sveltezza del gesto, sviluppate filosoficamente ma ampliate da una tessitura interdisciplinare di portata inusuale».

L’opera d’arte ci aiuta a entrare nel comune quando è incontro fisico la cui intensità è grazie alla capacità di darsi dell’essere determinato-indeterminato. Da esso rischiamo di ritrovarci immunizzati come da una malattia. È una minaccia per la democrazia in un tempo di ossessioni di determinatezza diverse da quelle della razza.

L’uomo, altamente indeterminato, è rimosso attraverso grossolane vie di tipo disciplinare (è il caso con Trump). È rimosso anche attraverso vie dalla faccia pulita, sotto il segno di un controllo crescente e devastante. Come «un artigiano, a partire da lunghissima esperienza», l’autore, «appronta visioni che non sono consolazioni, né tanto meno facili capziosità retoriche, ma invece bagliori di mondi altri, ipotesi di modi di vivere e convivere non così» (C. Baracchi).



Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).

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