Ci rivolgiamo a lettori che vogliano imparare qualcosa di nuovo, che dunque vogliano pure pensare da sé (K. Marx). – Chi non spera quello che non sembra sperabile non potrà scoprirne la realtà, poiché lo avrà fatto diventare, con il suo non sperarlo, qualcosa che non può essere trovato e a cui non porta nessuna strada (Eraclito). – ... se uno ha veramente a cuore la sapienza, non la ricerchi in vani giri, come di chi volesse raccogliere le foglie cadute da una pianta e già disperse dal vento, sperando di rimetterle sul ramo. La sapienza è una pianta che rinasce solo dalla radice, una e molteplice. Chi vuol vederla frondeggiare alla luce discenda nel profondo, là dove opera il dio, segua il germoglio nel suo cammino verticale e avrà del retto desiderio il retto adempimento: dovunque egli sia non gli occorre altro viaggio (M. Guidacci).



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Cat.n. 106

Luca Grecchi

Il presente della filosofia italiana. Un confronto con alcuni filosofi contemporanei. Con una Postfazione di Costanzo Preve.

ISBN 88-7588-009-3, 2007, pp. 160, formato 140x210 mm., Euro 15 – Collana “Il giogo” [15].

In copertina: Amedeo Modigliani, Testa, 1912, Parigi, Centre Pompidou, Musée National d’Art Moderne.

indice - presentazione - autore - sintesi - invito alla lettura -

15,00

Come il titolo promette, questo libro tenterà di svolgere una analisi delle principali tendenze della filosofia italiana del nostro tempo. Tale analisi sarà sviluppata prendendo in esame alcuni importanti filosofi oggi presenti nel nostro paese.
In un libro come questo, risulta necessario effettuare una scelta degli autori da esaminare. Ogni scelta è però sempre difficile e manchevole, e giustamente si potrebbero imputare a questo libro molte omissioni. Di ciò ci scusiamo fin da ora. Ciò che cercheremo di fare in questa introduzione sarà solo fornire qualche indicazione ulteriore, sia sulla struttura sia sull’oggetto di questo testo.
In merito alla struttura, il primo punto da rimarcare è che, per ogni autore, sarà analizzato, essenzialmente, un solo libro, pubblicato dopo il 2000. Nella maggioranza dei casi, sarà pressoché tutta la produzione di ogni singolo filosofo ad essere considerata. Tuttavia, per entrare nelle questioni in modo più puntuale, abbiamo scelto di focalizzare l’attenzione su una sola opera.
Il secondo punto da rimarcare è la lunghezza, talvolta diseguale, dei brani qui presentati. In tempi di politically correct, ciò sembra davvero un atto molto politically uncorrect. Ciò nonostante, abbiamo preferito lasciare più spazio a chi – in certi casi indipendentemente dal valore del testo – aveva più cose da dirci, e meno spazio a chi ci è sembrato ne avesse meno. Inoltre, per quanto poco possa valere il giudizio dell’autore, esso sarà presente in ogni brano (è infatti impossibile “fare filosofia” senza esprimere giudizi), e molto spesso sarà critico.
Anche questo modo di porsi può sembrare molto politically uncorrect, oltre che autolesionista. Esso è però in larga parte dovuto al fatto che la struttura filosofica del discorso che da alcuni anni stiamo portando avanti poggia su un fondamento determinato, e pertanto si oppone, in modo necessario, alle riflessioni che non condividono tale fondamento. Riteniamo inoltre che una critica filosofica argomentata costituisca il modo migliore per instaurare un dialogo sincero e costruttivo. Questo è infatti quanto richiede, da sempre, la filosofia, abituata a valutare con serietà ed equanimità ogni pensiero, senza badare alla cattedra universitaria da cui esso proviene, all’editore presso cui è stampato o all’età dello scrivente.
Poiché è proprio sui punti di maggiore problematicità, e non sui punti di concordanza, che i dialoghi diventano interessanti, speriamo che alcune delle riflessioni di questo libro verranno accolte nel modo giusto, ossia come pungoli per giungere poi ad una migliore comprensione della realtà. Spesso infatti i filosofi dimenticano – ed i tanti libri di “aria fritta” oggi circolanti ne costituiscono una prova – che la filosofia è opera di uomini nel mondo, e che nostro compito principale è comprendere questo mondo per vivere in esso nel modo migliore, in maniera rispettosa della nostra umanità e del cosmo.
Il terzo punto da rimarcare riguarda alcune assenze di spicco. Si nota infatti immediatamente la mancanza dei due nomi probabilmente maggiori del panorama filosofico italiano: Emanuele xe "Severino E."Severino ed Umberto xe "Galimberti U."Galimberti. Abbiamo però già trattato di questi autori in due monografie loro appositamente dedicate1, e pertanto, per una questione di “misura”, non si è ritenuto opportuno fornire qui una sintesi ulteriore di quanto altrove già argomentato.
Un’altra assenza di rilievo è quella di Carmelo xe "Vigna C."Vigna, la cui opera principale abbiamo anch’essa esaminato in un libro recente2.
Una ulteriore mancanza è quella di Enrico xe "Berti E."Berti che però, dal 2000 ad oggi, ha prodotto prevalentemente articoli e saggi specialistici3, poco adatti a commenti filosofici più generali quali quelli qui posti in essere. Berti, come Vigna, fa parte peraltro della categoria “in via di estinzione” dei metafisici, che era corretto rappresentare qui con un solo autore, Giovanni Reale, per non attribuire ad essa un peso complessivo superiore a quel poco che oggi, purtroppo, possiede. La metafisica, inoltre, ha già un peso nettamente preponderante nei nostri scritti, ed anche in questo caso si è preferito evitare ripetizioni.
Un quarto ed ultimo punto da rimarcare riguarda il fatto che si è qui considerata solo la filosofia italiana. Nel clima filosofico contemporaneo fortemente anglosassone, questo potrebbe sembrare un grosso limite4. Concordiamo però, in merito, con Umberto Galimberti5, nel ritenere che all’estero, oggi, non circolino opere migliori rispetto a quelle presenti in Italia.
In merito all’oggetto di questo libro, riteniamo opportuno anticipare un breve quadro di insieme dei principali contenuti della filosofia italiana che saranno qui descritti. Si tratta, ovviamente, di una sintesi che non può dar conto del territorio per intero. Essa costituisce una riproduzione in scala, che cerca però di rappresentare fedelmente – per proseguire la metafora – i monti, le colline, le pianure ed i corsi d’acqua del nostro paese nelle loro corrette proporzioni, compiendo alcune panoramiche su singoli luoghi, talvolta i più importanti, talaltra i più belli, per qualche fotografia.
Tenuto conto di ciò, abbiamo ritenuto di individuare quattro correnti nella filosofia contemporanea, due maggioritarie e due minoritarie.
La prima corrente è quella che possiamo definire ermeneutico-simbolica (qui rappresentata dai testi di xe "Sini C."Sini, xe "Vattimo G."Vattimo, xe "Cacciari M."Cacciari e xe "Natoli S."Natoli), che si occupa di analizzare la realtà senza intenti di comprensione sistematica, e ponendo in particolare l’accento sulla ambivalenza dei significati umani.
La seconda corrente è quella che possiamo definire razionalistico-scientifica (qui rappresentata dai testi di xe "Tarca L."Tarca – il cui libro ha però anche un importante spessore metafisico –, di xe "Antiseri D."Antiseri e di xe "Giorello G."Giorello; di questi ultimi va detto che si sono esaminati libri più “divulgativi”, in cui cioè le loro posizioni scientifico-epistemologiche risultano più sfumate), che si occupa di analizzare la realtà facendo soprattutto riferimento ai criteri della scienza contemporanea. Tali criteri sono spesso scettici nei confronti dell’esistenza della verità, così come di ogni quadro di insieme sistematico e fondato in grado di far interpretare la totalità sociale come un intero6. La filosofia è stata infatti, dalle scienze moderne, frazionata in diversi campi specialistici (psicologia, sociologia, filologia, epistemologia, ecc.) che, dotati di differenti paradigmi, non possono essere ricomposti in modo unitario per la comprensione di quell’unica verità di cui parlava il pensiero greco.
La terza corrente analizzata, minoritaria, è quella marxista-radicale (qui rappresentata dai testi di xe "Preve C."Preve e xe "Losurdo D."Losurdo, pensatori cui comunque la qualifica di “marxisti” va stretta).
La quarta corrente è invece quella metafisico-religiosa (qui rappresentata dal solo testo di xe "Reale G."Reale).
Queste due ultime correnti, per quanto oggi minimali, svolgono importanti funzioni di completamento del quadro filosofico complessivo. Il marxismo consente infatti di approcciarsi all’essere cogliendo i rapporti sociali nella loro concretezza, e non solo in una loro riduttiva astrazione (pensiero scientifico-razionalistico) o nella loro ambivalenza (pensiero ermeneutico-simbolico). La metafisica consente invece di approcciarsi all’essere come ad un intero, anziché solo come ad una parte (pensiero scientifico-razionalistico) o come ad un frammento (pensiero ermeneutico-simbolico).
Se dipendesse da noi, invertirei radicalmente l’ordine contemporaneo di importanza di queste quattro componenti della filosofia. Va da sé però che, in un mondo alla rovescia (in cui cioè l’uomo è trattato, dalle attuali modalità socio-economiche, come un mezzo anziché come un fine), anche l’ordine di importanza delle più diffuse strutture filosofiche non può che essere alla rovescia. È necessario comunque essere consapevoli che, nella propria attuale impostazione, ciascuna di queste quattro correnti della filosofia tende, riduttivamente, a vivere di vita propria (il pensiero razionalistico considera “irrazionalistico”, e pertanto rifiuta, il pensiero simbolico; il pensiero simbolico considera “sterile”, e pertanto rifiuta, il pensiero razionalistico; la metafisica considera “ideologico”, e pertanto rifiuta, il pensiero marxista; il pensiero marxista considera “dogmatica”, e pertanto rifiuta, la metafisica; e così potremmo proseguire con vari incroci). Occorre pertanto cercare di favorire, rapportandosi alla filosofia contemporanea, la composizione di questi approcci, poiché solo così può essere possibile agevolare la ricostruzione del quadro complessivo della philosophia perennis. Le quattro correnti possiedono infatti, se unite, le forme ed i contenuti necessari ad una compiuta e profonda comprensione della realtà.
Se possiamo concederci una piccola nota personale, realizzare questa comprensione è quanto abbiamo cercato di fare, in questi anni, con i nostri scritti. Per quel poco che possono, essi hanno infatti in vario modo tentato di sviluppare, ed insieme di unificare, proprio queste quattro componenti. All’interno di una struttura metafisica di riferimento (delineata ne L’anima umana come fondamento della verità, 2002; Il necessario fondamento umanistico della metafisica, 2005; La struttura sistematica della verità dell’essere, di prossima pubblicazione; Umanesimo, fondamento della metafisica di xe "Platone"Platone, di prossima pubblicazione; L’umanesimo della filosofia greca antica, di prossima pubblicazione), abbiamo infatti cercato di completare la nostra analisi umanistica indagando l’uomo, rapportandolo alle modalità sociali della vita (Karl Marx nel sentiero della verità, 2003; Verità e dialettica. La dialettica di xe "Hegel G. W. F."Hegel e la teoria di Marx, 2003; xe "Marx K."Marx e gli antichi Greci, 2005; Conoscenza della felicità, 2005; Il filosofo e la politica, 2006; Occidente: radici, essenza, futuro, di prossima pubblicazione), ed ai contenuti simbolici dell’esistenza (La verità umana nel pensiero religioso di Sergio xe "Quinzio S."Quinzio, 2004; Filosofia e Biografia, 2005; La filosofia politica di xe "Eschilo"Eschilo, 2006; Vivere o morire. Dialogo sul significato dell’esistenza fra xe "Platone"Platone e xe "Nietzsche F. W."Nietzsche, di prossima pubblicazione; La filosofia politica di Dante xe "Alighieri D."Alighieri, di prossima pubblicazione; Conoscenza dell’amore, di prossima pubblicazione), oltre che considerando razionalmente alcuni fra i più importanti pensieri filosofici (Nel pensiero filosofico di Emanuele xe "Severino E."Severino, 2005; Il pensiero filosofico di Umberto xe "Galimberti U."Galimberti, 2006; Il presente della filosofia italiana, 2007; Il presente della filosofia mondiale, di prossima pubblicazione).
Vi sono infine due generi letterari che, in quanto occupano pressoché il centro della scena nelle librerie, era doveroso menzionare. Si tratta dei generi del pamphlet filosofico-politico (qui rappresentato dal testo di P. Flores xe "D’Arcais P. F."D’Arcais) e del manuale enciclopedico (qui rappresentato dal testo di G. xe "Fornero G."Fornero-S. xe "Tassinari S."Tassinari). In generale, infatti, il calo della lettura di testi filosofici, unito al calo di autori originali, conduce oggi alla pubblicazione soprattutto di pamphlet e di testi per la scuola.
Di tutti i libri che sono stati qui esaminati, ognuno ci ha permesso di chiarire almeno un contenuto importante. Il libro di xe "Sini C."Sini ci ha concesso di rispondere ad alcune delle più diffuse critiche alla Repubblica di xe "Platone"Platone, mostrando per l’ennesima volta la potenza di questo dialogo platonico. Il libro di xe "Vattimo G."Vattimo ci ha consentito di realizzare una difesa della metafisica, alla luce degli attacchi continuamente rivolti ad essa dal pensiero contemporaneo. Il libro di xe "Cacciari M."Cacciari ci ha permesso di svolgere alcune considerazioni sullo “scrivere oscuro”, che così spesso caratterizza la filosofia postmoderna. Il libro di xe "Natoli S."Natoli ci ha condotto ad una disamina delle modalità tipiche del conformismo del nostro tempo. Il libro di xe "Tarca L."Tarca ci ha consentito di riflettere sulla necessità di una formalizzazione sistematica del pensiero filosofico. Il libro di xe "Antiseri D."Antiseri ci ha concesso di analizzare la solidarietà antitetico-polare spesso esistente tra pensiero scientifico e pensiero religioso. Il libro di xe "Giorello G."Giorello ci ha permesso di porre in una luce più conforme alle sue origini il mito omerico di xe "Ulisse"Ulisse. Il libro di xe "Preve C."xe "Preve C."Preve ci ha consentito l’approccio ad una delle migliori analisi contemporanee del marxismo. Il libro di xe "Losurdo D."Losurdo ci ha concesso di rapportarmi ad una rappresentazione del liberalismo priva dei consueti condizionamenti ideologici. Il libro di xe "Reale G."Reale ci ha permesso infine di confrontarmi con alcuni fra i più grandi temi del pensiero occidentale, come il rapporto fra filosofia e scienza, Occidente e Cristianesimo, Grecità ed umanesimo, ed altre questioni di metafisica.
Contrariamente a quanto si potrebbe credere, la realizzazione di un libro di commento come questo non è affatto semplice. L’esiguo numero di pagine – per precisi limiti dimensionali del testo – dedicato a ciascun pensatore costringe infatti necessariamente alla sintesi, e dunque a dover centrare i contenuti essenziali di ogni autore in poche pagine. Quella qui effettuata non è inoltre una mera raccolta descrittiva di “medaglioni” bio-bibliografici, che si possono tranquillamente reperire su internet. Essa costituisce una analisi critica di alcune delle principali idee di dieci ottimi filosofi contemporanei, condotta alla luce di una struttura di pensiero alternativa, quale è quella appunto elaborata nei nostri scritti.
Nella speranza di avere rispettato una corretta proporzione, nella scelta degli autori e dei temi fra le varie tendenze della filosofia italiana contemporanea, ribadiamo, per concludere, che questo libro si ripromette semplicemente di essere un confronto dialogico con alcuni importanti filosofi contemporanei.

Note alla INTRODUZIONEtc "Note alla INTRODUZIONE"
1 L. Grecchi, Nel pensiero filosofico di Emanuele xe "Severino E."Severino, Petite Plaisance, Pistoia, 2005; L. Grecchi, Il pensiero filosofico di Umberto xe "Galimberti U."Galimberti, Petite Plaisance, Pistoia, 2006.
2 L. Grecchi, Il necessario fondamento umanistico della metafisica, Petite Plaisance, Pistoia, 2005.
3 La più recente raccolta di saggi di Enrico xe "Berti E."Berti si trova peraltro pubblicata in questa collana, col titolo Incontri con la filosofia contemporanea, con nostra postfazione.
4 In preparazione abbiamo comunque il seguito ideale di questo libro: Il presente della filosofia mondiale, che si occuperà dei principali filosofi stranieri.
5 U. Galimberti – L. Grecchi, Filosofia e Biografia, Petite Plaisance, Pistoia, 2005, pag.149.
6 Su questo punto riteniamo sarebbe concorde Emanuele Severino, per il quale «la filosofia contemporanea, nel suo tratto più caratteristico, deve essere considerata come una grande variazione del tema scettico» (E. Severino, La filosofia contemporanea, Rizzoli, Milano, 1986, p. 16).

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