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Il volume propone la traduzione italiana del saggio di Werner Jaeger L’educazione dell’uomo politico e l’antichità (1933), apparso sulla rivista di propaganda nazista «Volk im Werden», accompagnata da un’ampia introduzione di Gherardo Ugolini che ne ricostruisce il contesto storico e il problematico rapporto dell’autore con il nazismo. Nel suo scritto Jaeger presenta il programma del “Terzo Umanesimo”, indicando nella paideia greca il modello educativo capace di formare l’uomo politico attraverso lo studio della cultura classica, intesa come forza viva per la costruzione della comunità e della futura classe dirigente. Il saggio introduttivo analizza criticamente le ambiguità di questa proposta, mostrando come Jaeger, pur non identificandosi con il regime hitleriano e lasciando la Germania nel 1936, cercò inizialmente un dialogo con il nuovo potere, adottandone in parte il linguaggio e le categorie. Il volume offre così un documento fondamentale per comprendere il rapporto tra filologia classica, educazione, politica e responsabilità degli intellettuali in una delle stagioni più drammatiche della storia europea.
In copertina:
Mirone, Discobolo, realizzata tra il 455 e il 450 a.C.
L’originale in bronzo è andata perduta, ma rimangono alcune copie romane in marmo o in bronzo, tra cui la versione detta Lancellotti del Museo Nazionale delle Terme a Roma, e la versione detta Townley, conservata al British Museum di Londra e scelta qui per la copertina. Il Discobolo era la statua preferita da Adolf Hitler e una sua versione compare all’inizio del film Olympia della regista Leni Riefenstahl, prescelta dal Führer per magnificare i Giochi Olimpici svoltisi a Berlino nel 1936.
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